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Gualdo Tadino, uccide l'ex per la festa delle donne: "Parziale infermità mentale"

E' stata sgozzata. E' caduta a terra ed è rimasta con lo sguardo fisso verso quell'uomo che amava e che diceva di amarla. E' morta nel giorno della festa della donna per mano del suo compagno. La difesa si gioca la carta della perizia psichiatrica

Ofelia Bontoiu aveva 28 anni, lavorava come badante in una famiglia di Gualdo Tadino. Una vita normale, una vita fatta di lavoro e sacrifici spezzata dalla follia di uomo che amava. Oggi, 15 gennaio, si è tornati in aula proprio per discutere su quella follia. Si deve, infatti, decidere se l’uomo abbia agito in uno stato di parziale incapacità di intendere e di volere. L’omicida, difeso dall’avvocato Antonio Cozza, è, infatti, attualmente sottoposto a cure psichiatria. Secondo la perizia medica effettuata dalla difesa ci sarebbero così tutti i presupposti perché all’uomo possa essere riconosciuto un vizio parziale di mente. Di parere contrario l’Accusa, secondo la quale l’assassino avrebbe agito, quel maledetto 8 marzo del 2013, in maniera del tutto lucida.  

I fatti – E’ stata sgozzata. E' caduta a terra ed è rimasta con lo sguardo fisso verso quell'uomo che amava e che diceva di amarla. E' morta nel giorno della festa della donna per mano del suo compagno che era tornato a Gualdo, prendendo una camera, dopo aver trovato lavoro all'estero da diversi mesi. Un colpo di coltello alla gola non ha lasciato scampo. Il personale del 118 - partito da Branca - ha potuto solo constatare la morte.

Ofelia aveva chiesto tempo - come spiegato anche dai familiari dell'anziana che accudiva – dopo quella richiesta di matrimonio arrivata all’improvviso. Ma per troppi una donna non può scegliere deve obbedire: e così è stata sgozzata dopo urla e follia. Sgozzata dal compagno di 28 anni - anche lui romeno - che poi ha tentato il suicidio: tagli ai polsi, coltellate al corpo e al collo. E' stato operato, ma alla fine si è salvato.  L'omicidio è avvenuto intorno alle 16 quando la padrona della struttura ha dato l'allarme ai carabinieri e al 118. C'erano altre ragazze in quelle stanze a pochi metri dalla stazione ferroviaria e dall'Arma che hanno sentito urla e poi il silenzio del sangue che scende dalla gola fino al pavimento.  

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