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Meredith, arma del delitto "scagiona" Sollecito e non c'è traccia del Dna vittima

I carabinieri del Ris hanno depositato la perizia dove si accerta che il Dna presente sulla presunta arma del delitto, come ipotizza l'accusa, per uccidere la Kercher, è di Amanda Knox. Nessuna traccia di Guede, Sollecito e forse della vittima

Non ci sono dubbi. Il Dna trovato sul coltello per uccidere Meredith Kercher, così almeno ipotizza l’accusa, è di Amanda Knox. La notizia arriva oggi - 31 ottobre - proprio dopo sei anni esatti dalla morte della studentessa inglese. Una perizia, eseguita dai carabinieri del Ris, che rimette tutto in gioco, scagionando, almeno per il momento, Raffaele Sollecito. Nel coltello assente però anche il dna di Rudy Guede (condannato a 16 anni in via definitiva) e Meredith.

Il coltello venne proprio ritrovato nell’abitazione dello studente pugliese, ma le difese ritengono che quelle tracce di Dna su quella che è considerata l’arma del delitto fossero normali, dato che la Knox, ex fidanzata proprio di Sollecito, frequentava abitualmente la casa di Sollecito.

Giulia Buongiono, il super avvocato di Raffaele Sollecito, ha dichiarato, infatti, che questa è “l’ennesima prova che non c'e' alcun collegamento tra Raffaele Sollecito e l'omicidio di Meredith Kercher”, evidenziando inoltre “l’importanza che non sia stato individuato il codice genetico né della vittima né di Rudy Guede”. Secondo invece Luca Maori, difensore sempre del giovane,  la nuova traccia rappresenta un "prolungamento" di quella già analizzata. "E'' la dimostrazione - ha aggiunto - che Amanda lo ha preso per tirarlo fuori dal cassetto e farne un normale uso in cucina".

LE ANALISI - C'è il Dna di Amanda Knox e non quello di Meredith Kercher nella traccia 'I' analizzata dai periti del Ris di Roma sul coltello sequestrato in casa di Raffaele Sollecito e con cui l'accusa ritiene sia stata uccisa a Perugia la studentessa inglese nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2007. Ma proprio l'assenza di tracce biologiche della vittima fa dire alle difese che quella non può essere l'arma del delitto.

LA DIFESA DI AMANDA - "Allontana sempre di più il concetto che quella sia l'arma del delitto": il risultato della perizia sulla nuova traccia analizzata sul coltello che secondo l'accusa fu impiegato per uccidere Meredith Kercher. A sostenerlo è l'avvocato Luciano Ghirga, uno dei difensori di Amanda Knox.

Secondo il legale, dalle conclusioni depositate oggi "emerge che i periti nominati dalla Corte d'assise d'appello di Perugia, che non avevano allora strumenti idonei a esaminare una così bassa quantità di materiale, hanno operato bene". "Gli esperti nominati dai giudici di Firenze - ha aggiunto - hanno infatti ricostruito i metodi per analizzare un campione low copy number e sono le stesse in base ai quali a Perugia vennero ritenute non affidabili le conclusioni della polizia scientifica. In particolare per la traccia sul coltello attribuita a Meredith Kercher. Le critiche mosse all'operato della scientifica - ha concluso l'avvocato Ghirga - erano quindi fondate".

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