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Katia uccisa a martellate, si va in Cassazione: la difesa del presunto assassino chiede sconto di pena

La difesa di Piter Polverini, il 26enne originario di San Giustino condannato nei primi due gradi di giudizio per l’omicidio di Katia Dell’Omarino, punta ancora ad uno sconto di pena

La difesa di Piter Polverini, il 26enne originario di San Giustino condannato nei primi due gradi di giudizio per l’omicidio di Katia Dell’Omarino, punta ancora ad uno sconto di pena. È questo l’obiettivo dei legali dell’imputato che hanno presentato ricorso per Cassazione; per la difesa – avvocati Mario Cherubini e Piero Melani Graverini – l’omicidio fu dettato dall’impeto del momento e sarebbe emerso, nel corso della vicenda giudiziaria, un disturbo psichico rimasto latente fino a quel momento.  Con il ricorso per Cassazione, i legali chiedono che vengano riconosciute le attenuanti non considerate nei primi due gradi di giudizio. 

Nel novembre del 2018 giudici della corte d'Appello fiorentina avevano rideterminato la pena da 16 ai 14 anni. Polverini, che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato incassando così lo sconto di pena, si trova attualmente ristretto nel carcere umbro di Orvieto.

L'omicidio di Katia è avvenuto tra l'11 e il 12 luglio del 2016 a Sansepolcro, al confine tra Umbria e Toscana. Il corpo senza vita della donna - una 40enne del posto - era stato ritrovato lungo l'Alveo del fiume Afra. Il terribile delitto si consumò dopo un incontro tra i due: prima l'appuntamento, poi un rapporto intimo e infine una discussione per una (modesta) richiesta di soldi avanzata dalla donna. Quel tragico incontro culminò con una ferocia che ha portato al decesso di Katia. presa a martellate e poi gettata nel greto del fiume.

La notizia è stata riportata da ArezzoNotizie

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