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I fratellini uccisi dal padre per vendetta: due ulivi piantati per non dimenticarli

E' ormai passato un anno da quella tragedia che sconvolse Umbertide e che vide due fratellini, di otto e dodici anni, perdere la vita per mano del padre. Ad un anno dalla loro morte li si vuole ricordare con due olivi, segno di pace

Aveva sconvolto Umbertide quel duplice omicidio di Amhed e Jihane. Due anime innocente di solo otto e dodici anni uccise dal padre in un atto di follia premeditato quindici giorni prima. Oggi, a un anno di distanza, quei due olivi piantati nel giardino della primaria "Garibaldi" e in quello della media "Mavarelli-Pascoli", stanno a ricordare i due bambini. Quegli olivi piantati proprio in segno di pace e speranze e fortemente voluti da tutta la comunità.

Un anno fa quella rabbia nei confronti della moglie portò il manovale marocchino a spezzare la vita dei suoi figli. Portò da casa una corda e le lame di un taglierino e li usò entrambi. Prima sul figlio più piccolo. Poi si tagliò la gola e un polso, tentando il suicidio e uccidendo nel frattempo anche la figlia 12enne. Durante l’interrogatorio le confessioni e quelle parole: “Volevo troppo bene ai miei figli, non potevo stare senza di loro”
A dar vita a quel gesto folle quelle liti avvenute nel passato che avevano creato dentro l’uomo una sorta di rancore, esplicitato più volte. Quel velo che la moglie si rifiutava di portare per seguire uno stile di vita più occidentale. Poi la separazione e infine il massacro.

L’uomo si è suicidato a maggio in carcere. La madre porta con sé ancora i segni intangibile di un dolore troppo grande da sopportare. Oggi comunque era anche lei lì, con la zia, a piantare quegli olivi in segno di pace e speranza

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