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Omicidio Bellocchio, tutti contro l'assassino Rosi: "Vogliamo l'ergastolo"

Oggi una nuova udienza per il processo a carico di Francesco Rosi con la discussione delle parti civili: "nessuna attenuante per l'assassino, ha premeditato tutto"

Imbracciò il fucile e sparò alla moglie Raffaella Presta, lasciando orfano un bimbo di appena sei anni. Oggi al tribunale di Perugia si è tenuta una nuova udienza a carico dell'uxoricida Francesco Rosi, l'agente immobiliare che il 25 novembre 2015 (giornata nazionale contro la violenza sulle donne) spense per sempre la vita di una giovane avvocatessa di 40 anni all'interno della loro villetta in via del Bellocchio. Dopo la richiesta di condanna all'egastolo da parte del pm Valentina Manuali, oggi è stato il giorno della discussione delle parti civili che hanno chiesto il carcere a vita per l'imputato, oltre al risarcimento danni.

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L'avvocato Marco Brusco (che assiste il padre di Raffella) e Fulvio Simoni (legale della madre di Raffaella) hanno chiesto 800mila euro di risarcimento; 500mila euro per il fratello Vincenzo, assistito dal legale Luigi Matteo e per la sorella Doriana, difesa dall'avvocato Federico Grosso. Si tornerà in aula il prossimo 12 aprile per finire la discussione delle parti civili.

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Secondo la parte civile, non solo Francesco Rosi avrebbe agito con premeditazione, ma non ci sarebbero attenuanti tali da poter alleggerire la sua posizione: una chiara escalation della morte, ammazzata perchè voleva separarsi. Nell'ultimo periodo Francesco Rosi avrebbe chiesto alla moglie un ultimo tentativo per ristabilire l'equilibrio della coppia, proponendo un trasferimento in un nuovo appartamento a Madonna Alta; Raffaella però sarebbe stata comunque risoluta nel volersi separare dal marito e a quel punto Rosi avrebbe premeditato l'omicidio fino al tragico epilogo. Si tornerà in aula il prossimo 12 aprile per concludere la discussione delle parti civili, poi sarà il turno della difesa. Francesco Rosi, attualmente ristretto in carcere, sarà giudicato con rito abbreviato. 

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