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Omicidio Cenerente, l'orrore vissuto da Marcella: "Li ho trovati vicini ormai privi di vita"

E' stata interrogata come testimone Marcella Scoscia, sorella di Sergio e figlia di Maria Raffaelli, le due persone uccise brutalmente nella villetta di Cenerente. Un racconto degli orrori che inizia con la semplice routine quotidiana per poi sfociare in sangue e vittime

Un racconto raccapricciante. Di una violenza e una spietatezza che non trova parole. È lì Marcella Scoscia, sorella e figlia delle due vittime, Sergio Scoscia e l’anziana madre Maria Raffaelli, uccisi barbaramente in quella casa divenuta ormai la villetta degli orrori. E lì in quell’aula del Tribunale di Perugia per raccontare la sua versione dei fatti davanti alla corte d’Assise che dovrà giudicare il terzo imputato Alfons Gjergji, l’unico dei tre albanesi che non ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, perché ritenutosi sempre innocente.

Era stato chiesto il sopralluogo dal pm Chiacchiella proprio su quella casa, scena di un delitto efferato. Sopralluogo che si è svolto oggi, 5 dicembre. Dopo tanto tempo è stato finalmente chiesto il dissequestro dell'abitazione, tornando così alla disponibilità della famiglia Scoscia. Ed è invece Marcella Scoscia, in aula, a partire da quei semplici gesti quotidiani. La sveglia alle sette, la colazione, e poi quel disordine in tutta la casa, realizzando solo in quel momento che qualcosa proprio non andava. Va nell’abitazione della madre e trova la cucina a soqquadro. Li cerca Marcella Scoscia, li cerca per tutta la casa non trovandoli.

Poi esce fuori chiamandoli a gran voce, ma nessuno risponde. L’agitazione sala. Non pensa però subito al peggio, credendo che fossero solo usciti presto, ma qualcosa proprio non torna. Chiama il figlio Virgilio e rientra nell’abitazione. Vede i corpi, quei corpi stesi uno accanto all’altro. Esce e allerta la polizia. Poi il resto è quella storia che si verrà a sapere dopo l'arresto dei due assassini, finiti all'ergastolo e catturati dalla Squadra mobile, guidata da Marco Chiacchiera. Gli stessi assassini che si scoprirà poi che hanno ucciso solo per prendere del semplice oro che non hanno neanche trovato.

SOPRALLUOGO La Corte d'assise di Perugia davanti alla quale e'' in corso il processo all'albanese Alfons Gjergji ha compiuto stamani un sopralluogo nel casolare di Cenerente in cui, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2012, sono stati assassinati Sergio Scoscia e l'anziana madre Maria Raffaelli.

I giudici, il pubblico ministero Claudio Cicchella, i legali di parte civile e i difensori dell'imputato, presente anche lui, in manette, sono entrati anche nella camera da letto in cui si è consumato il duplice delitto, per il quale sono stati già condannati con rito abbreviato all'ergastolo altri due albanesi. Secondo la ricostruzione della squadra mobile la rapina nel casolare è sfociata nell'omicidio dei proprietari della villetta. Gjergji si è sempre detto estraneo alle accuse. "Anche nel sopralluogo di oggi sono emersi elementi utili a dimostrare l'innocenza del nostro assistito" ha detto il suo difensore, l'avvocato Luca Maori.

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