Omicidio Bellocchio, chiesti i domiciliari per Rosi. La difesa insinua il dubbio sui maltrattamenti

Il Riesame si pronuncerà mercoledì sulla concessione dei domiciliari, ma l'idea che possano essergli concessi sembra una decisione assai improbabile

Raffaella Presta tradiva Francesco Rosi, almeno stando alle prove difensive raccolte in queste giorni. Ma non sarebbe questo il movente del terribile omicidio di via Bellocchio. La furia del marito sarebbe scattata solo a seguito di quella frase urlata per rabbia e a seguito dell'ennesima violente lite domestica: “Quello non è tuo figlio”. È questa la frase che avrebbero guidato Rosi fino al fucile, posto sotto il letto, e lo avrebbe spinto a colpire la moglie con due colpi: una alla spalla e l'altro al basso ventre.

Una situazione esasperata. Una vita coniugale impossibile da sostenere e la voglia, forse da tempo, di mettere fine alla relazione. Ma per l'avvocato dell'uomo, Luca Maori, non esiste neanche il pericolo di reiterazione del reato. L'assassino è infatti convinto che non ci siano altri colpevoli per la fine della sua storia. Ed è per questo che il legale ha chiesto in sostanza gli arresti domiciliari al tribunale del Riesame.

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Ma è su maltrattamenti che l'avvocato di Rosi, Luca Maori, ha sollevato dubbi. Raffaella Presta aveva più volte raccontato di essere rimasta vittima dei soprusi del marito ad amici e parenti. Un uomo che l'avrebbe picchiata più volta e senza pietà. Un autoscatto della donna e la perforazione del timpano, constata anche durante l'autopsia, sembrerebbero esserne la prova. Ma per il legale dell'uomo sembra difficile che Raffaella Presta, avvocato specializzato in diritto di famiglia, non abbia denunciato quei comportamenti, dato che l'avrebbero potuta proteggere da un eventuale richiesta di addebito per la fine del matrimonio. A detta infatti del legale nessun persona avrebbe continuato a vivere sotto lo stesso tetto del suo aggressore, ben sapendo che erano presente delle armi. Il Riesame si pronuncerà mercoledì sulla concessione dei domiciliari, ma l'idea che possano essergli concessi sembra una decisione assai improbabile

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