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Omicidio Bellocchio, il Riesame annulla il sequestro: al marito assassino saranno restituiti tutti i beni

I giudici del Riesame hanno disposto la restituzione dei beni mobili e immobili a Francesco Rosi, dopo il ricorso presentato dalla difesa contro il provvedimento del gup

I beni mobili e immobili di Francesco Rosi (l'uxoricida reo confesso che nel novembre del 2015 uccise a fucilate la moglie Raffaella Presta) e di suo padre Fernando, saranno riconsegnati dopo che il tribunale del Riesame di Perugia ha annullato l'esecuzione del sequestro conservativo. I giudici Narducci, Verola e Semeraro, riunitisi in Camera di Consiglio nella giornata di ieri, martedì 7 febbraio, hanno così accolto il ricorso presentato dalla difesa di Rosi (avvocato Laura Modena)  contro il provvedimento del gup Alberto Avenoso che a dicembre aveva autorizzato il sequestro dei beni immobili e mobili di Rosi. 

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Il padre di Francesco Rosi, nel 2013, aveva fatto una serie di donazioni ai figli, tra cui la casa in via del Bellocchio che due anni dopo, sarebbe diventata teatro di un omicidio. Un mese prima di premere il grilletto del fucile che spense per sempre la vita della moglie Raffaella Presta, Rosi avrebbe restituito la casa per tutta una serie di motivi di carattere economico, e che-come sottolineato dall'avvocato Modena- non avrebbero avuto nulla a che fare con l'omicidio che da lì a trenta giorni sarebbe avvenuto, visto che la moglie sapeva tutto di questa operazione. La scelta della donazione, con cui il padre Fernando aveva ceduto a suo tempo le case i figli, si sarebbe infine rivelata una scelta non consona; Francesco avrebbe quindi restituito la casa di via del Bellocchio al padre per poi procedere ad un iter diverso, cioè quello della successione. Ora si tornerà in aula a marzo: Rosi sarà giudicato con rito abbreviato. 

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