Ombre sul test d'ammissione, promossi gli studenti cinesi che non sanno l'italiano

Esame per entrare all'Accademia di belle arti di Firenze, protestano gli studenti cinesi del progetto Turandot di Perugia: scavalcati da chi non ha i requisiti previsti dal bando. Si annunciano ricorsi ed esposti

Protestano gli studenti cinesi del programma Turandot di Perugia che hanno tentato l’ammissione all’Accademia di belle arti di Firenze. Motivo? Non comprendono come sia possibile, anche in base ai requisiti previsti dal bando, che i connazionali che non hanno superato l’esame di certificazione della lingua e cultura italiana non solo siano stati ammessi ai testi di ammissione, ma che siano anche passati avanti in graduatoria a chi aveva la certificazione della lingua.

Secondo gli studenti cinesi che hanno studiato a Pwerugia ci sarebbero state delle irregolarità che finiranno sia in un esposto sia nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale. L’Accademia di belle arti di Firenze ha pubblicato sul sito ufficiale i criteri di ammissione ai corsi 2019-2020. Secondo il regolamento i canditati che non superavano la prima prova della lingua italiana non avrebbero potuto partecipare alla prova successiva e neanche al colloquio. I risultati della prima prova sono stati pubblicati sul sito dell’Accademia e per diversi studenti cinesi risultava la dicitura: non ammesso oppure ammesso.

Il secondo giorno di prove, dopo l'annuncio dei risultati, però, erano presenti sia gli alunni ammessi sia quelli non ammessi che potevano comunque sostenere le prove successive. Si trattava di ben undici candidati.

Al termine della procedura concorsuale, la sorpresa: gli undici candidati che non hanno superato la prova di conoscenza della lingua italiana sono entrati in Accademia, mentre gli altri undici che avevano superato la prima prova risultano non sono ammessi per il superamento contingente Turandot.

Secondo gli studenti esclusi non sarebbe giusto aver fatto partecipare anche chi non aveva la certificazione della lingua italiana. Un comportamento che avrebbe “offuscato l'immagine educativa italiana, l'equità e la giustizia del piano Turandot e gravemente danneggiato gli scambi di istruzione amichevole e la cooperazione tra Cina e Italia”.

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La protesta è stata fatta per chiedere all'Accademia di belle arti di Firenze di correggere rapidamente un “grave errore e di accettare i candidati che hanno superato entrambe le prove secondo le regole di ammissione pubblicate nel sito web ufficiale, per rimodellare l'immagine e la credibilità della l’Accademia e promuovere veramente il sano sviluppo dell'educazione artistica italiana”.

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