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I grandi perugini: Perugia omaggia la memoria di Barbara Marini Clarelli

La città ne celebra il decennale della scomparsa in quello che sarebbe stato il giorno del suo compleanno

Un personaggio che onora la storia della cultura cittadina. Questo è stata Barbara Marini Clarelli, la cui memoria verrà omaggiata con un evento di sicuro interesse che attirerà pubblico in Palazzo Degli Oddi, davanti alla piazzetta Santo Stefano, giù in via dei Priori. Era nata nella città del Grifo nel 1929 e vi era deceduta nel 2007.

La città ne celebra il decennale della scomparsa in quello che sarebbe stato il giorno del suo compleanno. Domani, ore 15:30, ne ricorderanno le “res gestae” amici e intellettuali. Tra i quali Luigi Marini Clarelli, nipote e vice presidente della fondazione, retta con mano sicura da Giovanna Giubbini. Saranno della partita, tra gli altri, Laura Zazzerini, curatore scientifico della Fondazione, il direttore del Mibact Caterina Bon Valsassina, il docente Paolo Nardon, che tratterà il versante pittorico della versatile nobildonna, Giovanna Martellotti che esaurirà il segmento del restauro, coltivato con passione.

Testimonianze e videointerviste, a seguire, col coinvolgimento di amici e studiosi. Interessante l’istituzione di una borsa di studio, ricordando la veste di ispettrice archivistica onoraria e socia onoraria della Deputazione di Storia patria per l’Umbria. Il giorno seguente, sabato 11 febbraio alle ore 10.00 presso la vicina Chiesa di S. Stefano sarà celebrata una messa di suffragio, in memoria di Barbara, Luisa, Maddalena e Pietro Marini Clarelli. Barbara amò profondamente la città natale ove si era formata presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. Aveva poi proseguito con successo gli studi a Roma.

Tra i suoi tanti meriti, l’aver voluto pubblicare a proprie spese due tra le maggiori opere per la storia cittadina (il Siepi e il Crispolti). Garantì, per volere testamentario, l’apertura pubblica di uno dei più bei palazzi della Vetusta, tramite la costituzione di una Fondazione privata che ne garantisse la conservazione e la fruizione. In qualità di libera professionista, prestò la sua opera come restauratrice su incarico dell’allora Soprintendenza alle Gallerie e Monumenti di Parma e Piacenza (1960-1964) e in seguito della Soprintendenza ai Monumenti di Milano (1967-1970). Nel 1970 sposò lo storico dell’arte Francesco Santi, allora direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, al quale resterà legata da amore e stima per tutta la vita.

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