Oggi un altro pezzo della Perugia di ieri se ne va... Merlini era aperto da oltre mezzo secolo

Merlini abbassa le serrande prima di Natale e annuncia la svendita finale con una vetrina tinta di rosso. Per chiudere col colore della vittoria, della luce, dell’amore

Chiude lo storico negozio Merlini (pelletteria, borse, scarpe) ubicato in via Mazzini. Già Rimbocco di S. Maria del Mercato, Via Nova e poi via Mazzini. Cambiano i nomi e le vocazioni. Ma questa strada porta con sé una spiccata tradizione commerciale: addirittura vi si contrattavano granaglie e bestiame. Ora si sta sempre più connotando come strada della ristorazione. Il fatto è che ormai in centro si mangia e basta. Le attività commerciali di pregio vanno scomparendo, fagocitate dal business del mangiare. Durerà?

Intanto Merlini abbassa le serrande prima di Natale e annuncia la svendita finale con una vetrina tinta di rosso. Per chiudere col colore della vittoria, della luce, dell’amore. I muri li ha comprati un noto imprenditore che non intende, per ora, indicarne la destinazione. In passato c’erano state trattative anche con Servadio per annettere quello spazio al Caffè di Perugia, ma non andarono a buon fine.

Merlini ha alle spalle una storia, che si lega a quella della famiglia Bacchetta. L’esercizio era attivo nella seconda metà dell’Ottocento. Quel negozio è carico di storia, anche nelle strutture tardo cinquecentesche, probabilmente risalenti a un luogo di culto, forse una cappella della corporazione dei fornai. Lo ha dichiarato l’architetto che ne curò la ristrutturazione nel 1996 (in gallery le trasformazioni che si sono susseguite dall’Ottocento a oggi). Peccato! Questa strada era il fiore all’occhiello dei “rimbocchi” del centro. Com’è noto, si definisce rimbocco una strada minore che mette in contatto due vie principali, come corso Vannucci e piazza Matteotti. Sono rimbocchi anche via Danzetta e via Calderini.

In questa strada si trova la famosa barbieria, affrescata da Napoleone Verga a metà Ottocento. Oggi appartiene all’Università degli Studi che ne ha realizzato un info point promozionale. Qui vicino tenne bottega Armando Penna, padre del famoso Sandro, massimo poeta perugino di sempre, nato in Porta Sole e morto a Roma, dove era scappato per sfuggire ai pettegolezzi sulle sue inclinazioni. Vendevano accessori personali, i Penna. Sandro, che ci stava fuggevolmente e di malavoglia, racconta con orgoglio di aver venduto una cravatta all’attore Memo Benassi, in tournée al Morlacchi. Oggi un altro pezzo della Perugia di ieri se ne va. Ormai non ci sono più sufficienti ragioni commerciali che motivino il mantenimento in vita di qual negozio. “Abbasso le serrande senza inutili piagnistei, ma con dispiacere”, dice Simone Merlini.

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