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Il Personaggio - La storia di Brenno Tilli: il "Signor No" che ha riempito la città con i suoi manifesti unici

I perugini, di Brenno Tilli ricordano i polemici manifesti, autentici esemplari unici, che il fotografo Carlo Tirilli salvò dalla dispersione immortalandoli

Alcune iniziative ricordano, in data odierna, un personaggio nato con l’imprinting della peruginità aguzza e scontrosa: il litografo Brenno Tilli, personaggio centrale dell’antifascismo cittadino. Libero pensatore, brillante figura di pacifista, difensore degli oppressi, anarchico indignato contro ogni tipo di prevaricazione. Nemico giurato – per questo definito “Signor NO” – e oppositore orgoglioso di ogni potere:  politico, affaristico, militare, religioso.

Brenno discendeva da una famiglia di illustri litografi. “Sembra impossibile – ci raccontava il senatore Raffaele Rossi che ne fu amico – ma il nonno Girolamo e il padre Guglielmo erano capaci di salire su una motocicletta e percorrere chilometri allo scopo di immortalare una chiesina campestre della quale avevano inteso parlare. Così facendo, accumularono un immenso patrimonio di immagini, nocciolo de “L’Umbria illustrata” e nucleo fondante della collezione Tilli-Giugliarelli”.

I Perugini, di Brenno Tilli ricordano i polemici manifesti, autentici esemplari unici, che il fotografo Carlo Tirilli salvò dalla dispersione immortalandoli. Questi suoi capolavori venivano affissi in via Bartolo, come moderne pasquinate, a scadenze fisse, come nella ricorrenza delle stragi perugine del XX Giugno 1859, il 25 aprile (festa della Liberazione), il 2 giugno (festa della Repubblica), il 17 febbraio (anniversario della morte sul rogo di Giordano Bruno).

Oppure in concomitanza con avvenimenti locali e nazionali sui quali ci fosse da discutere. Non c’era avvenimento di peso sul quale Tilli non desiderasse dire la propria opinione. Non solo al bar “da Ilio” o al “Caffè Turreno”, ma anche sui muri del palazzo del civico 56. Così, quando Giovanni Paolo II viene a Perugia in visita pastorale, Brenno verga un polemico manifesto in cui scrive: “L Papa ariva e io… vo via”. Contro la guerra, famosa la battuta: “Pomp-elmo? No grazie”.

Brenno Tilli è stato certamente un individuo senza peli sulla lingua. Col suo fare tagliente e sornione interpretava alla perfezione le coordinate antropologiche dei perugini. Che rappresentò al meglio e senza inutili perbenismi. Ma con la forza delle idee e con l’esempio di una vita dedita al lavoro e alla passione civile.

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