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L'Arcigay contro il sindaco Romizi: "Scippata la sede di via Fratti, Boccali l'aveva assegnata a noi"

Scoppia la guerra tra amministrazione comunale e l'Arcigay di Perugia: quest'ultimi rivendicano la storica sede di via Fratti - abbandonata per motivi di restauro anni fa. Ma il sindaco qui ha realizzato l'Officina per lanciare start-up e far crescere artigiani e imprenditori

Immobile, immobile delle mie brame. Esatto, perché è nel cuore di Perugia, in via Fratti, e presto ospiterà le Officine Fratti, lo spazio creativo che darà lavoro ai giovani imprenditori per rilanciare la città e il centro storico. Ma c'è un problema. Anzi, meglio: una protesta. E' quella di Omphalos, che grida “lo scippo” della sede ai quattro venti. Lo stabile di Via Fratti, ristrutturato con i fondi della Comunità Europea, “è la storica sede di Omphalos, che è stato per oltre 15 anni spazio importante di servizi, attività e aggregazione per la comunità Lgbti (lesbica, gay, bisessuale, trans* e intersex)”. E la Giunta Boccali, dicono dall'associazione, “aveva deciso di riassegnarlo all’associazionismo cittadino”. E ancora: “Nel 2008, la sede di Omphalos era stata temporaneamente spostata in Via della Pallotta, in attesa dei lavori di ristrutturazione dello stabile in Via Fratti e l’allora Giunta comunale, guidata dal sindaco Wladimiro Boccali, aveva espressamente indicato in delibera la riassegnazione degli spazi all’associazione”. 

VIDEO Nell'ex mensa di via Fratti è nata la fucina dei "cervelli": le idee diventeranno imprese per il centro storico

Avanti veloce fino all'anno scorso. La città ha un altro governo, un'altra maggioranza e un'altra visione. “Nel 2016 – scrive ancora Omphalos - , completati da tempo i lavori di ristrutturazione e dopo un anno di silenzio sul destino di quegli spazi, la Giunta comunale ha deciso di ignorare le richieste di Omphalos ed assegnare gli spazi ad altri progetti”. Gli altri progetti in questione sono quelli di Officine Fratti e del bando nazionale per otto borse lavoro ai giovani imprenditori che ridisegneranno la città e il cuore di Perugia. Ma l'associazione non ci sta. Neanche un po'. E spara: “La Giunta Romizi ha deciso non solo di ignorare una precedente delibera in cui l’immobile veniva espressamente riassegnato ad Omphalos e ai suoi servizi – commenta Stefano Bucaioni, presidente dell’associazione – ma non si è neanche premurata di convocarci per valutare altre possibili soluzioni. A parte i nostri solleciti e qualche raro incontro di temporeggiamento, in questi due anni la Giunta comunale ha preferito non rispondere, salvo poi procedere a senso unico”.

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