Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Scuole a Perugia, rapporti sempre più tesi tra istituzioni, presidi e studenti: occupato il Di Betto e scatta l'appello per gli altri istituti

“Dopo che negli ultimi mesi è stato negato qualsiasi tipo di interlocuzione, che scioperi e occupazioni sono finite con manganellate contro nostri coetanei pretendiamo che il confronto venga messo in atto con coloro che la scuola la vivono tutti i giorni"

Dopo la mancata volontà di un confronto durante l'assemblea plenaria e essersi visti negare la possibilità di un'assemblea per tutte e tutti durante l'intera mattinata, gli studenti del Bernardino Di Betto hanno lanciato l’occupazione della scuola per chiedere una risoluzione dei tanti problemi con cui si confrontano da anni: dai trasporti, al rapporto con le istituzioni locali per una scuola dimensione di studente e post pandemia. 

“Volevamo confrontarci sui progetti che stiamo portando avanti nell’istituto- racconta Enea Spilla, rappresentante di Istituto del Liceo Artistico “Bernardino Di Betto”- volevamo parlare della morte di Lorenzo, di un nostro coetaneo morto durante uno stage in orario curricolare, morte che ci ha scosso tutti. Tuttavia, alla nostra richiesta di assemblea ci è stato detto che avremmo dovuto tenerla all’esterno della struttura, al freddo, seduti per terra e divisi in fasce, senza poterci confrontare quindi in uno spazio idoneo e collettivamente con tutto il corpo studentesco. Siamo stanchi che dopo quasi tre anni di pandemia, dopo i danni psicologici ed economici che abbiamo subito noi e le nostre famiglie, la scuola sia ancora in queste condizioni. Dopo i finanziamenti dall’Europa, dopo un piano di finanziamento da parte della Regione Umbria realizzato senza nessun confronto con gli studenti, molti di noi devono pagare centinaia di euro in abbonamenti del trasporto pubblico, per un servizio inadeguato e che non risponde alle nostre reali necessità”.

L'Unione degli studenti vuole sostenere la protesta-occupazione del Bernardino di Betto coinvolgento anche le altre scuole del territorio per una solidarietà generale e una battaglia estesa sulle stesse rivendicazioni: “Dopo che negli ultimi mesi è stato negato qualsiasi tipo di interlocuzione, che scioperi e occupazioni sono finite con manganellate contro nostri coetanei pretendiamo che il confronto venga messo in atto con coloro che la scuola la vivono tutti i giorn i-  aggiunge Amanda Zerbo, dell’Unione degli Studenti - ora la parola chiave è convergere, vogliamo che la solidarietà dai tanti studenti della regione si concretizzi in una mobilitazione comune, sui giovani e sugli studenti per riprenderci tutto quello che ci è stato tolto”. Si apre dunque la stagione delle occapazioni, auto-gestioni? E a che prezzo? E soprattutto sarà permesso come in passato oppure scatteranno denunce e intervento delle forze dell'ordine?

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