Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Occupa una casa popolare, falsifica i contratti di acqua e luce e poi accusa un dipendente comunale di intascare mazzette

Nei guai un perugino per simulazione di reato, falso in atto pubblico, invasione di edificio e deturpamento di cose altrui

Occupa abusivamente una casa popolare, sottoscrive contratti di acqua e luce con un falso nome e, quando viene scoperto, dichiara che è stato un dipendente comunale, dietro pagamento di denaro, a organizzare tutto.

L’uomo, difeso dall’avvocato Luca Pietrocola, è stato scoperto ed è finito davanti al giudice con l’accusa di invasione di edificio, deturpamento di cose altrui, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale e commessa dal privato, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e simulazione di reato.

Secondo la Procura avrebbe “arbitrariamente invaso l’immobile … destinato ad edilizia popolare di proprietà del Comune di Perugia” occupandolo abusivamente e cambiando “la serratura dell’abitazione” e le “intestazioni a suo nome delle utente domestiche”.

L’accusa riguarda anche la formazione del “falso contratto di locazione di edilizia residenziale in apparenza stipulato tra” l’uomo e un funzionario dell’Ater “apponendovi la apocrifa sottoscrizione” dell’ignaro funzionario “utilizzando un modulo contrattuale relativo ad un altro contratto realmente esistente”.

Con quel contratto d’affitto, inoltre, avrebbe stipulato un contratto con Umbra Acque per la fornitura del servizio idrico, altrimenti non concedibile. Stessa cosa sarebbe accaduto con i contratti Enel per la fornitura di energia elettrica.

Una volta che l’Ater, il Comune di Perugia, Enel e Umbra Acque avevano segnalato la situazione, l’uomo era stato convocato dalla polizia giudiziaria e “in sede di interrogatorio … presumibilmente al fine di alleviare le sue responsabilità in merito alle condotte” di occupazione abusiva di immobile e i diversi falsi, “affermava falsamente essere avvenuto” il reato di peculato “avendo dichiarato di essere entrato nella disponibilità dell’immobile di edilizia popolare” a seguito “dell’interessamento di un addetto comunale, preposto all’assegnazione delle case popolari, ma non meglio identificato” che gli avrebbe fatto sottoscrivere il contratto di affitto “dietro dazione della somma di 500 euro”, indispensabile per entrare in possesso dell’appartamento.

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