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Cresce l'allarme obesità infantile in Umbria, ma il problema negli adulti si è ridotto: tutti i dati

A Gubbio, infatti, il fenomeno del sovrappeso e dell’obesità si è ridotto nelle donne e si è stabilizzato negli uomini. Un dato in controtendenza mondiale e di grande rilevo. L'obesità infantile in Umbria coinvolge invece il 23 per cento dei bambini

Un fenomeno in controtendenza mondiale che si riferisce ad uno studio ventennale sulla popolazione del centro storico. Le mamme e le nonne che hanno sconfitto l’obesità saranno anche capaci di arginare l’obesità infantile, che vede l’Italia nelle peggiori posizioni a livello europeo?

A pochi giorni della Marcia della Pace Alimentare, che si è svolta il 3 settembre scorso a Gubbio sui grandi temi etici e sanitari della nutrizione mondiale, il progetto “Città del Ben…essere!!” continua a portare il suo contributo e il suo esempio anche rispetto al caso “globesity”, uno dei grandi problemi della malnutrizione per eccesso (sodio/sale, calorie/sedentarietà/stress).

A Gubbio, infatti, il fenomeno del sovrappeso e dell’obesità si è ridotto nelle donne e si è stabilizzato negli uomini. Un dato in controtendenza mondiale e di grande rilevo se si considera che il 65 per cento della popolazione mondiale vive in Paesi in cui sovrappeso e obesità uccidono più che il sottopeso. Non è un caso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità all’inizio degli anni 2000  abbia coniato il neologismo “globesity” per sottolineare la diffusione rapida e planetaria dell’obesità e del sovrappeso. Una vera epidemia, che riguarda non soltanto i Paesi ricchi, ma che è in costante aumento anche nei Paesi a basso e medio reddito, soprattutto negli insediamenti urbani, rappresentando uno dei gravi problemi di salute pubblica mondiale.

Fin dalla fine degli anni ‘80 a Gubbio il progetto di educazione alimentare  denominato  “Città del ben…essere!!” ha dedicato grande attenzione al tema sovrappeso/obesità con iniziative che esaltavano la sana e gradevole alimentazione, la pratica dell’attività motoria e una buona gestione degli aspetti emotivi collegati al cibo attenta a proporre stili di vita piacevoli e non oppressivi. Contestualmente, con una prima valutazione nel 1987 e una seconda nel 2007, è stato realizzato uno studio sulla popolazione del centro storico che, a distanza di 20 anni, ha rivelato una sostanziale stabilità dell’indice di massa corporea o BMI (che misura la presenza di grasso corporeo in eccesso in base anche all’altezza) nel sesso maschile dai 20 ai 60 anni, con lieve incremento nei soggetti over 60, e addirittura una riduzione del BMI nel sesso femminile a tutte le età, compresa la menopausa, dai 20 fino agli 80 anni.

“A distanza di vari decenni quindi – sottolinea Guido Monacelli, medico nutrizionista della USL Umbria 1 e presidente regionale ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ) - i dati rilevati sembrano dare ragione alla filosofia del nostro progetto che propone stili di vita piacevoli e non oppressivi, come voleva sottolineare lo slogan di questo segmento del progetto ‘la travolgente storia d’amore fra muscoli e calorie’. Solo studi ad hoc ci consentirebbero di capire come abbia fatto il sesso femminile (ed in parte anche quello maschile) ad arginare il diffondersi dell’obesità mentre nel resto d’Italia e del mondo si configura ormai come una vera epidemia. Realizzando un approfondimento sulle abitudini alimentari e motorie e sulla capacità di gestione dello stress, Gubbio potrebbe rappresentare un’area test interessante per disegnare programmi di prevenzione su vasta scala dell’obesità, anche giovanile”.

 I dati In Italia (Rapporto Osservasalute 2013 su dati Istat 2012): più di un terzo della popolazione adulta (35,6 per cento) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,4 per cento). La condizione di eccesso ponderale è più diffusa tra gli uomini rispetto alle donne (sovrappeso: 44,2 per cento vs 27,6; obesità: 11,3 per cento vs 9,5) e la percentuale di popolazione in eccesso ponderale cresce all’aumentare dell’età passando dal 15,8 per cento di sovrappeso della fascia di età 18-24 anni al 45,8 per cento tra i 65-74 anni, mentre l’obesità passa dal 2,8 al 15,9 per cento per le stesse fasce di età.

In relazione alla crescente obesità infantile, il progetto nazionale OKKIO ALLA SALUTE (misura peso/altezza e rileva abitudini ed opinioni su bambini e genitori) rivela che nei bambini italiani di 8-9 anni il sovrappeso è del 20,9 per cento e l’obesità del 9,8 per cento; in Umbria i dati evidenziano un sovrappeso pari al 23 per cento (15.597) e una percentuale di obesi dell’8 per cento (4.755). Ed interessante è sapere che le mamme di bambini in sovrappeso/obesi li considera normali o addirittura sottopeso nel 38 per cento dei casi in Italia e nel 67 per cento in Umbria.

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