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L'OSPEDALE CHE CAMBIA Il nuovo reparto di Nefrologia: promosso dai pazienti

Già da domani - sabato - i locali della degenza accoglieranno i pazienti, nei 12 posti letto loro riservati dopo una complessa operazione di ristrutturazione con nuovi arredi ed una nuova dislocazione

Tutta rinnovata, con macchinari di nuova generazione, sala degenza per 12 posti e soprattutto una sala dialisi a prova di paziente: sono queste le migliorie apportate al reparto della Clinica di Nefrologia dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia che è stato inaugurato questa mattina - 14 febbraio - alla presenza del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Walter Orlandi, del direttore sanitario Manuela Pioppo, del direttore di Nefrologia e Dialisi Emidio Nunzi, del coordinatore del dipartimento di Medicina Interna Elmo Mannarino e del coordinatore del servizio infermieristico Stefano Gnazi.

Già da domani - sabato - i locali della degenza accoglieranno i pazienti, nei 12 posti letto loro riservati dopo una complessa operazione di ristrutturazione con nuovi arredi ed una nuova dislocazione. I lavoro sono stati promossi dai rappresentanti delle associazioni dei malati. “Esprimo la piena soddisfazione di questa operazione perché  a trarne giovamento sono  i pazienti”: ha commentato la presidente dell’associazione pazienti dializzati, Nirvana Castellini.

“La nostra struttura – ha affermato il responsabile, Nunzi – rappresenta un punto di riferimento per la assistenza ai pazienti nefropatici residenti sia nella provincia di Perugia che nel resto della regione, e non sono rari i cittadini che si rivolgono a noi provenienti da regioni limitrofe”. Secondo quanto ricordato, nell’anno 2013 sono stati effettuati 25.500 trattamenti dialitici per 162 pazienti cronici, mentre i pazienti in dialisi peritoneale (terapia fisica adottata per il trattamento dell’insufficienza renale) sono stati 21. Per 2 pazienti si sono invece effettuate prestazioni di emodialisi extracorporea domiciliare, “un servizio – ha sottolineato Nunzi – assai raro in campo nazionale”. I trattamenti dialitici per pazienti acuti e critici sono stati circa 1.800 e di questi, 600 sono stati trattati fuori reparto utilizzando apparecchiature e metodiche avanzate.


 
Il dottor Nunzi ha poi evidenziato che dall’inizio dell’attività, i trapianti di rene effettuati sono stati   423 di cui 350 grazie a donatori dell’Umbria (il primo trapianto di rene risale al 1988). A sottolineare “l’importante tradizione nefrologica di Perugia” è stato il Prof Elmo  Mannarino, il quale ha ricordato chi ha fatto nascere la nefrologia in Umbria, “quell’eccellenza che risponde al nome di Umberto Buoncristiani poi seguito dal suo successore Attilio Losito”. Sempre il coordinatore del dipartimento di Medicina Interna, dopo aver rimarcato “la sensibilità dimostrata dall’Azienda Ospedaliera per aver rinnovato la struttura”, ha inoltre messo in evidenza il “ruolo strategico ed interdisciplinare” di questa struttura complessa, sia per l’attività specialistica intrinseca (diagnostica nefrologica, trattamento dialitico ambulatoriale e domiciliare, trapianto di rene) che per il ruolo di supporto a numerose attività (terapia intensiva, terapia intensiva cardiologica, pneumologica, post cardiochirurgica, ematologia e trapianto di midollo), “caratterizzando così – secondo quanto ha affermato il direttore generale Orlandi – il profilo di elevata specializzazione dell’Ospedale di Perugia”.

“Quello che presentiamo oggi – ha aggiunto Orlandi è un percorso di ammodernamento di una attività assistenziale di eccellenza, che si aggiunge alla ristrutturazione degli ambulatori dedicati alla dialisi. La struttura complessa di Nefrologia e Dialisi si ripropone così come una delle strutture più importanti in ambito nazionale sia per il numero di prestazioni eseguite, che per la tipologia dei servizi erogati”. Infine, il direttore dell’Azienda Ospedaliera ha voluto anche ringraziare il personale infermieristico (“molto importante soprattutto per l’assistenza durante le otto ore del ciclo dialitico”) e ricordare che “in questo settore non possiamo perdere la tradizione della formazione degli specialisti”. Alla inaugurazione hanno partecipato anche medici e personale infermieristico di area chirurgica, di rianimazione e medica, discipline in stretta collaborazione con i nefrologi.

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