Cronaca

Nuova Monteluce, cambio di strategia e nuovi partner per salvare il progetto. In campo il fondo Amco Prelios

"Abbiamo fatto un miracolo riuscendo ad aprire un rapporto con il nuovo fondo subentrato nella gestione del fondo a Bnp Paribas per evitare il fallimento

La nuova Monteluce ad oggi è il buco nero di Perugia che arriva da lontano. Dopo i clamori, le speranze per il nuovo quartiere, rimasto sulla carta, sono arrivati gli anni drammatici: aziende non pagate, progetto fallito, silenzio e pochi nuovi insediamenti. Non a caso la Nuova Monteluce fa parte di uno dei dossier più scottanti sul tavolino della Presidente Donatella Tesei, pressata ovviamente anche dal Sindaco di Perugia, Andrea Romizi per recuperare gli errori del centrosinistra. Ora si apre uno spiraglio di luce in mezzo al buio della tempesta infinita sul progetto: le intorlocuzioni della Regione stanno aprendo un nuovo capitolo che ovviamente si dovrà tradurre - in tempi si spera vicino - in azioni concrete.

La Tesei ha svelato le carte nel corso dell'interrogazione della vice presidente Paola Fioroni (Lega) a riguardo dei cantieri fermi da anni.  "A gennaio 2020 - ha spiegato la Presidente Tesei - abbiamo avviato le interlocuzioni con il Fondo Monteluce, con altri Fondi di investitmento, cordate, banche e istituzioni locali. Il Covidperò ha complicato tutto. Alla fine abbiamo fatto un miracolo e abbiamo inserito la questione tra le operazioni di Amco Prelios (subentrato nella gestione del fondo a Bnp Paribas per evitare il fallimento, ndr), il fondo in cui le banche italiane conferiscono gli asset immobiliari deteriorati. E’ una strada per un possibile salvataggio: il Piano è stato presentato a me e al rettore e al sindaco lo scorso luglio".

Una via nuova c'è ma questo non vuol dire che tutto si è riparato: anzi. I due grandi scogli sono: il pagamento delle imprese locali e i cantieri da terminare e quelli nuovi da aprire. La Regione è pronta anche a mettere risorse proprie da unire - fondamentali - a quelli del fondo, delle banche. Fondamentale sarà anche il volere di imprese e fornitori: accettare una parte dei crediti e non tutti. A livello economico per sperare nella Nuova Monteluce servono almeno 7milioni di euro.

"Ora guardiamo - ha concluso la Tesei - con interesse a questo Piano e anche a possibili porzioni di interesse pubblico nel compendio, a condizione che il Piano sia approvato, da banche e fornitnori entro settembre, che il Fondo venga ricapitalizzato e che vengano rispettate le condizioni di legge di casi come questi". Molto soddisfatta la vice-presidente del consiglio regionale, Fioroni: "Esprimiamo soddisfazione perché dopo anni di immobilismo questa amministrazione regionale ha tempestivamente dialogato con i soggetti istituzionali facilitando la predisposizione del Piano di salvataggio: ora però occorre ora delineare le strategie ed assetti futuri".

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