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Ricostruire Norcia, un sindaco da solo in lotta contro 88 centimetri di norme "interpretabili": il 15 maggio già il primo processo

La tentazione di lasciare è forte perchè altri avvisi di garanzia arriveranno - sempre per quel cavillo burocratico della piattaforma in cemento dove si poggiano strutture in legno, teoricamente più che temporanee -, perchè addirittura a tempo di record si aprono al Tribunale di Spoleto il primo processo a suo carico - per la realizzazione di un centro di prima accoglienza - e perchè al di là delle rassicurazioni in pochi sono pronti a fare chiarezza sulla burocrazia - 88 centimetri di regole - sull'emergenza e sulla ricostruzione.

Ma per il momento va avanti supportato dal suo popolo che gli sta vicino: "Non mollare Nico.. siamo con te": in tanti hanno scritto questo su Fb e lui ha ringraziato tutti. Ed ha rivolto l'ennesimo appello ai magistrati: "Veniti a Norcia a vedere di persona quello che abbiamo realizzato. Sono consapevole della singolarità della proposta ma la nostra condizione non è certo normale e questo magari contribuirebbe ad allentare la tensione". Intanto però nel Lazio e nelle Marche nessun avviso di garanzia per i colleghi che hanno costruito con lo stesso criterio dell'urgenza. Strano no? O forse è la dimostrazione che le normative sono state scritte all'italiana: ovvero interpretabili. Agli amici e ai colleghi di Giunta ha ribadito di temere a breve altri avvisi di garanzia per quello già costruito provvisoriamente: scuole, casette e strutture per accogliere negozi e ristoranti.

Anche qui c'è la piattaforma in cemento armato. Anche qui utilizzata la fase dell'emergenza. Chissà come andràa finire. Unica certezza che in tanto i procedimenti vanno veloci e il  15 maggio ci sarà la prima udienza del processo relativo alle presunte irregolarità compiute nella realizzazione del centro polivalente di Ancarano di Norcia. Imputati anche il presidente della Pro loco, Venanzio Santucci e il direttore dei lavori Riccardo Tacconi. L'accusa è sempre quella tristemente famosa: abuso edilizio in quanto il centro polivalente non poteva essere realizzata seguendo le procedure straordinarie emanate per fronteggiare l'emergenza post sisma, ma si sarebbe dovuto adottare l'iter ordinario in materia urbanistica. Inoltre, i magistrati ritengono che "Casa Ancarano" abbia delle "finalità permanenti" e non temporanee e questo non si può dato che si trova in una zona vincolata.

Per Alemanno un cammino politico imminente che assomiglia sempre di più ad un calvario. Anche perchè ora non sa dove mettere le mani: costruire o no il centro polifunzionale a Castelluccio di Norcia? E quello di San Pellegrino? Intanto Norcia si spopola lentamente. E parliamoci chiaro: della ricostruzione pesante non sia notizia. E i soldi lo sanno tutti che non ci sono. Nella testa di Alemanno rimane fisso il dubbio: dimettersi oppure no?
 

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