"Non è colpa nostra". Un conferimento abusivo rischia di mettere nei guai la parrocchia di Elce

Don Gaetano Romano: “Noi ci atteniamo alle regole e differenziamo tutto. Da sempre, ma specialmente in questo periodo di covid e di grest"

“Quell’immondezza non è nostra. La Gesenu ci ammonisce ingiustamente”. Un conferimento abusivo e improprio rischia di mettere nei guai la parrocchia di San Donato all’Elce. Il parroco non pagherà sanzioni dovute alle responsabilità di altri. Questo è sicuro. Dice il parroco, don Gaetano Romano: “Noi ci atteniamo alle regole e differenziamo tutto. Da sempre, ma specialmente in questo periodo di covid e di grest, con tanti ragazzi e giovani volontari impegnati per creare un ambiente sano, corretto, educativo. Prepariamo i sacchi e li collochiamo nel terrazzo interno, controllandoli adeguatamente, prima di portarli sul marciapiedi di viale Antinori
per il ritiro”.

Allora, qual è il motivo del contendere? “Ci sono dei contenitori per rifiuti posizionati lungo viale Antinori dove conferiamo in modo corretto. Noi portiamo lì ciò che va ritirato da Gesenu”.
Dunque, che accade? “Accade che dentro quei contenitori finiscono rifiuti che non ci appartengono”. 
Ma l’apertura non avviene con la chiave in dotazione? “Certamente. Ma è evidente che a quei contenitori accedono anche altri che non ne avrebbero diritto”.

Insomma: c’è gente dotata di una chiave che apre i vostri contenitori? (da precisare che le versioni delle serrature non sono illimitate e, con la chiave in dotazione, spesso si riesce ad aprire contenitori appartenenti ad altri palazzi). “Esattamente. Anche perché, oltretutto, quei rifiuti abusivi non sono regolarmente differenziati. E così si finisce per essere indicati come responsabili di scorrettezze compiute da altri”.

Con quali conseguenze?
“Vediamo sui nostri contenitori il bollino che annuncia un conferimento scorretto e che, in pratica, considerandoci inottemperanti, minaccia sanzioni in caso di reitero”.

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C’è dell’altro?
“Sì. Spesso i rifiuti vengono abbandonati in prossimità dei contenitori, buttati per terra alla meglio,
con roba che esce fuori da sacchi e messa lì a casaccio. Uno spettacolo indegno”.
A quel punto che succede?
“Spesso gli addetti non ritirano nemmeno quell’immondezza e, ancora una volta, sostengono che sia roba nostra. Cosa che non corrisponde a verità”.
Cosa propone di fare?
“È certo che non siamo disposti a subire sanzioni per comportamenti scorretti che non ci appartengono. Elevino pure multe, noi non le pagheremo. Anche perché la tassa sui rifiuti è già salata di suo e credo che la comunità parrocchiale abbia diritto al ritiro dei rifiuti. I nostri.

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