Il Governo taglia i fondi per le strade, la Provincia provoca: obbligo dei 30 all'ora

Senza soldi, ne servirebbero milioni per la manutenzione ordinarie, le strade non sono del tutto sicure e allora la provincia di Perugia ha deciso, con una provocazione, di abbassare il limite sulle strade sostituendo i vecchi cartelli con limite 50 con quelli a 30

Realtà o provocazione la neonata segnaletica provinciale a 30 Km orari di velocità massima può ritenersi sicuramente una novità che almeno incuriosisce, anche se alla base, come sottolineato dal presidente Guasticchi esiste un serio problemi di fondi per la manutenzione che non permette di rendere del tutto sicure alcune strade provinciali.

Una questione di soldi che non permette quella manutenzione ordinaria fondamentale, dopo la stagione fredda, per tenere in sicurezza le strade: "Non potendo intervenire sulla manutenzione ordinaria delle strade di nostra competenza, soprattutto in prossimità di particolari situazioni di rischio per l'incolumità degli automobilisti a causa della mancanza di fondi, saremo costretti ad istallare segnali stradali di limitazione di velocità". Queste le parole del presidente Guasticchi che insieme all'assessore alla viabilità Domenico Caprini ha evidenziato come le casse della provincia siano alquanto vuote rispetto alle competenze specie nella gestione delle strade.

"Ci rendiamo conto - spiega Guasticchi - che si tratta di un provvedimento limite, ma da una parte non possiamo interrompere un servizio pubblico centrale quale è il collegamento viario, dall’altra non possiamo venir meno alle nostre responsabilità nei confronti dell’utenza che ha diritto di circolare su strade sicure”.

Secondo un'analisi effettuata dal settore viabilità della Provincia la situazione è assai complessa visto che sono circa duemila chilometri di strade nelle mani del demanio provinciale e 670 di quello regionale. Una fitta rete stradale che si traduce complessivamente in 16 milioni di metri quadrati di pavimentazione in bitumata e a cui afferiscono oltre 5.000 opere d’arte, tra ponti, muri di contenimento e barriere paramassi.

Secondo quanto riferito, attraverso il sito dell'ente, dal dirigente Andrea Rapicetta, la stima per ripristinare condizioni di sufficiente manutenzione, sarebbe, solo per le pavimentazioni, di circa 112 milioni di euro per le strade provinciali e 41 per quelle regionali. Per non parlare della manutenzione delle opere d’arte che necessiterebbe di altre centinaia di milioni di euro.

"A fronte di tale fabbisogno - specifica l'assessore Caprini - il Bilancio ci consente di contare  appena su 800mila euro. Da due anni a questa parte infatti si sono praticamente azzerati i trasferimenti, determinando così un rapido degrado di questo bene pubblico quale è la rete stradale regionale. Pertanto, essendo un Ente obbligato a gestire e garantire il servizio, se non verranno destinate risorse adeguate per la manutenzione viaria da parte dello Stato centrale o della Regione, ci vedremo costretti ad abbassare la velocità".

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Insomma senza soldi 'non si canta messa', né si aggiustano strade e i fondi dichiarati da Caprini sembrano solo 'spicci' forse solo utili a cambiare la segnaletica, altro che manutenzione ordinaria e straordinaria. E vista la situazione, la provocazione voluta dal Presidente Guasticchi non può far altro che aprire un dibattito che riesca a dare una senso alla necessaria manutenzione delle strade della provincia e non solo.

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