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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

Arrestato dopo il bagno nudo nella fontana del parco, ma le telecamere di sorveglianza lo scagionano

L'imputato, deceduto tra la condanna e l'appello, era accusato di aver aggredito i Carabinieri intervenuti a Ponte San Giovanni

Era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale dopo aver fatto il bagno, nudo, in una fontana a Ponte San Giovanni e condannato a 7 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. L’imputato, un italiano di 51 anni difeso dall’avvocato Angelo Lonero, non ha fatto in tempo a vedere l’appello del suo processo, in quanto deceduto anzitempo, ma la giustizia l’ha ottenuta lo stesso, perché i giudici non hanno dichiarato estinto il reato per la morte dell’imputato, bensì lo hanno assolto da tutte le accuse.

L’imputato era accusato di aver “usato violenza e minacce per opporsi” ad una pattuglia dell’Arma intervenuta in via della Scuola dopo la segnalazione “di un uomo ubriaco” che si “spogliava nudo di fronte” ad un esercizio commerciale. Secondo il verbale degli operanti l’uomo veniva identificato dopo essere “uscito dalla fontana” del vicino parco. Secondo l’accusa avrebbe detto ai militari che c… volete, figli di p… non mi rompete le palle, sbirri di m…, vi rovino, vi prendo tutto lo stipendio se mi toccate”. L’imputato aveva anche preso la cintura dei pantaloni e roteandola aveva minacciato i militari, scagliandosi contro di essi. A fatica e con l’ausilio di un’altra pattuglia veniva arrestato e nel mentre che lo portavano via continuava a minacciare di morte i Carabinieri e i loro familiari. Tutto questo accadeva nella notte del 14 agosto del 2020. A giugno del 2022 la condanna.

Il difensore in appello, però, ha contestato la ricostruzione dell’accusa e la decisione del giudice, fornendo nuove prove, come i filmati delle telecamere di sorveglianza delle attività commerciali. Secondo la difesa l’imputato non aveva commesso nulla di quanto gli veniva imputato. Dalle videoregistrazioni si vede l’imputato che cammina barcollando, in quanto ubriaco, “tra i tavoli degli avventori che non mostrano il minimo segno di allarme per la sua presenza dal momento che è estremamente tranquillo”. Si ferma davanti al bancone e chiede una birra, quando “irrompono sulla scena due carabinieri” e l’imputato “porta spontaneamente le mani dietro la schiena per farsi ammanettare”, forse perché ha visto uno dei militari prendere le manette dalla cinta. Nel filmato si vede che l’imputato viene spinto contro il muro e ammanettato e mentre viene portato verso l’auto gli cadono i bermuda (tanto che all’udienza di convalida sarà in mutande). Sempre nel video non si vede né il bagno nella fontana né la cintura roteare (comunque una cintura di cotone senza fibbia di metallo).

I giudici della Corte d’appello hanno tenuto conto di questa ricostruzione e, nonostante l’imputato sia deceduto, lo hanno assolto dalle accuse perché il fatto non sussiste.

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