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Casa di riposo di Nocera, la denuncia della Cgil: "Sfrattati e costretti a cambiare città a 90 anni"

Dopo le battaglie, le piccole vittorie e persino l'intervento delle Iene... ora lo sfratto ufficiale. L'appello dello Spi Cgil per fermare il trasferimento

La prima protesta risale a due anni fa e riuscirano a restare al loro paese, nella loro strutture residenziali per anziani. Poi di nuovo il rischio di sfratto con tanto di trasferimento a Foligno. Per evitarlo hanno chiamato anche le Iene, hanno mobilitato le istituzioni ma stavolta sarà difficile restare nella loro casa Famiglia di Nocera Umbra.

Lo sfratto definitivo, dei nonni nocerini, è stato denunciato dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil: "La USL invece, in piena pandemia, ha fatto recapitare un provvedimento di sfratto, perché avrebbe deciso di vendere i locali.  Serve sapere che a Nocera Umbra la percentuale di locali pubblici e privati è enorme. E quindi la cosiddetta “pressione" del mercato non esiste. I 14 ospiti hanno recentemente effettuato il tampone e risultano tutti negativi e hanno un'età che va dai 77 ai 95 anni. Quindi parliamo di persone fragili che istituzioni e società dovrebbero tutelare in tutti i modi".

Il sindacato ha invitato la ASL a fare marcia indietro e a tornare sui suoi passi: "anche perché la legge prevede che sia la stessa amministrazione pubblica a dover garantire un tetto ai più fragili. Serve un'amministrazione pubblica che torni immediatamente alla necessaria razionalità e sensibilità civile!". E ora cosa farà la Regione e la Asl? Sfrattare in un'altra città questi nonni, privandoli delle visite dei parenti e delle passeggiate in Paese, vuol dire condannarli. Tutto questo per vendere una piccola struttura che frutterà una piccola somma. 

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