Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Resta a letto con il convivente dopo un rapporto non consenziente: per i giudici non è violenza sessuale

Secondo la Corte d'appello “pur in presenza di un dissenso al rapporto" il comportamento della donna "poteva trarre l’imputato in errore, determinando in lui la consapevolezza di un atto consenziente”

La donna resta a letto con l’uomo dopo un rapporto: non è violenza sessuale. Secondo i giudici della Corte d’appello di Perugia, che hanno assolto l’imputato, mancherebbe l’elemento soggettivo del delitto di violenza sessuale in quanto l’autore non avrebbe avuto consapevolezza “del dissenso al rapporto della persona offesa”.

La Corte d’appello ha riformato la sentenza di primo grado, assolvendo l’imputato dal reato di cui violenza sessuale avvenuto all’interno di un rapporto di convivenza. Secondo i giudici “le circostanze del caso concreto, come descritte dalla persona offesa” avrebbero ingenerato “il dubbio in ordine al consenso al rapporto. Segnatamente, si metteva in luce come la persona offesa, convivente dell’imputato, non si fosse opposta attivamente al rapporto e, anche successivamente alla sua consumazione, fosse rimasta nel letto accanto a lui”. Un comportamento che, avrebbe rilevato la Corte, “pur in presenza di un dissenso al rapporto, poteva trarre l’imputato in errore, determinando in lui la consapevolezza di un atto consenziente”.

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