Cronaca

Datore di lavoro sparisce nel nulla: dipendente senza stipendio e senza regolarizzazione

L'incapacità economica e l'irreperibilità della cooperativa impediscono l'avvio della pratica di emersione dal lavoro nero

Il datore di lavoro si rende irreperibile e i dipendenti rimangono non solo senza stipendio, ma perdono anche la possibilità di regolarizzare la propria posizione in Italia.

Uno straniero, difeso dall’avvocato Catia Mosconi, si è rivolto al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria per chiedere l’annullamento degli atti con i quali lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Perugia ha rigettato l’istanza di emersione del rapporto di lavoro irregolare.

La domanda era stata “presentata da una cooperativa (insieme a quelle in favore di altri 17 connazionali” anche “se il contributo, precisa lo stresso ricorrente, era stato versato con denaro fornito dal lavoratore”. L’amministrazione aveva rigettato la richiesta basandosi “sulla mancanza di capacità economica da parte del datore di lavoro” e sull’assenza “della formale instaurazione di un rapporto di lavoro”.

Il ricorrente ha impugnato il rigetto “sottolineando che il rapporto di lavoro in realtà era stato interrotto per inadempienza del datore di lavoro, il quale avrebbe omesso di corrispondere integralmente la retribuzione e si sarebbe reso irreperibile”.

Per i giudici amministrativi, però, il ricorso non può essere accolto in quanto la procedura di emersione viene avviata sulla base della capacità reddituale del datore di lavoro, in questo totalmente assente e quindi non in grado di offrire lavoro e stipendio.

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