Cronaca

Permesso di soggiorno negato dopo le botte alla compagna, ma poteva chiedere il ricongiungimento familiare

Il Tribunale non scioglie il caso, ma convalida la revoca del documento di soggiorno disposta dalla Questura di Perugia

Il permesso di soggiorno gli è stato negato per via una condanna ad 1 anno e 4 mesi per furto in abitazione e lesioni in danno della convivente. Lo stesso uomo, però, avrebbe potuto ottenere il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, con la stessa donna parte offesa nel procedimento penale.

È la singolare storia di uno straniero, difeso dall’avvocato Alberto Catalano, che si è visto respingere la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno a causa di una condanna per reati ritenuti ostativi al rilascio del documento, senza valutare l’inserimento sociale, il reddito, la situazione lavorativa e quant’altro.

Un “automatismo preclusivo” che si sarebbe potuto superare solo considerando la “natura e la effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale”.

Il ricorrente, però, “non risulta aver esercitato il diritto al ricongiungimento familiare, né essere esso stesso familiare ricongiunto, sicché non possono valutarsi nei suoi confronti le più favorevoli disposizioni”.

E come avrebbe potuto? L’unico legame che avrebbe potuto vantare è quello con la donna che era la sua compagna, con la quale aveva avuto una lite furibonda, al culmine della quale le aveva strappato di mano il cellulare e poi l’aveva colpita con violenza. Per quei comportamenti era stato condannato. Condanna che impedisce il rilascio del permesso di soggiorno. Insomma una situazione che neanche il Tribunale amministrativo regionale ha potuto risolvere se non concordando con il diniego espresso dalla Questura nel non rilasciare il documento di soggiorno.

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