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Cronaca Costacciaro

Fossili, computer e sedie sparite dal Cens, tutti prosciolti dall'accusa di danno erariale

Per la Corte dei conti mancano elementi nell'accusa per valutare il danno: "Un pc del 2008 non può valere quasi mille euro"

La Corte dei conti ha prosciolto tre ex dipendenti del Cens di Costacciaro dall’accusa di aver arrecato un danno erariale a seguito della scomparsa di beni in custodia nel centro.

I tre, difesi dagli avvocati Ubaldo Minelli e Lamberto Padelletti, erano stati citati dalla Procura contabile per rispondere del danno erariale arrecato al Comune di Costacciaro, a seguito della sparizione di riproduzioni di materiale preistorico non rinvenute, seggiole trafugate, un personal computer non rinvenuto tra i beni catalogati e 1.000 euro di minori incassi dell’ente dopo la chiusura del Cens. Un danno erariale pari a 6.692,40 euro.

Per gli stessi fatti è pendente presso il Tribunale di Perugia un procedimento per peculato, per la sparizione di beni dal Centro escursionistico naturalistico speleologico, con il Comune costituito parte civile.

I rapporti tra il Cens e il Comune di Costacciaro si sono deteriorati nel 2015 e hanno portato allo spostamento del Centro nel Comune di Sigillo, dove sarebbero confluiti anche le attrezzature e il mobilio dei laboratori. L’ente comunale di Costacciaro ritiene che quei beni fossero di proprietà pubblica e, quindi, inamovibili senza una deliberazione comunale. Tanto che i Carabinieri, su ordine del giudice, hanno rintracciato quasi tutto e restituito al Comune. Tranne i beni oggetto di contestazione.

Per i giudici contabili, però, la Procura della Corte dei conti non ha fornito “prova sufficiente del danno erariale, connotato dei requisiti di certezza, concretezza e attualità”, decidendo per il rigetto della richiesta di condanna.

Secondo i giudici la mancanza di un inventario “non permette di accertare la corrispondenza tra quanto acquistato nel 2008 e quanto asseritamente mancante nel 2016”. Quanto al computer trafugato un documento contabile riporta l’acquisto di 3 pc nel 2008 e “non fornisce dimostrazione della necessaria corrispondenza tra il pc che si ritiene mancante e quello acquistato 18 anni prima”, senza considerare che vista “la notoria repentina vetustà del materiale informatico” non si può pensare che il valore e il danno di un pc del 2008 sia di 950 euro. Anche per i mancati incassi vale lo stesso discorso: non è stata portata alcuna prova che il valore di 1.000 euro sia corretto, visto che non ci sono documenti contabili per dimostrare l’ammontare del danno economico con un raffronto tra il passato e l’ultimo anno di apertura del Cens.

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