Nessun danno erariale (da 44 milioni) nel caso Umbria Mobilità: in 45 assolti

La decisione della Corte dei Conti in appello. Marini: "Per 4 anni siamo stati sottoposti a ricostruzioni fantasiose e non coerenti"

La Corte dei Conti ha ribadito con una sentenza propria che le amministrazioni regionali e provinciali, i dirigenti, i consiglieri di maggioranza (centrosinistra), funzionari dei due enti non sono "colpevoli" di danno erariale, quantificato intorno ai 44 milioni di euro, risorse versate per mantenere il servizio di Umbria Mobilità che gestiva il servizio di trasporto sul territorio regionale e non solo. Stesso giudizio anche per i Cda dell'azienda. Sentenza dunque confermata anche in Appello per tutti i 45 indagati. 
  
Secondo l'accusa che sta all'origine dei procedimenti: "gli esborsi illeciti, causativi dell'avanzata pretesa risarcitoria, sarebbero consistiti nelle continue elargizioni da parte dei soci pubblici alla U.T.P.L.M., di varie liquidità (prestiti, aumenti di capitale, contributi straordinari, anticipazioni di cassa) finalizzate a sopperire a scelte gestionali dal fallimentare destino, quindi non dirette ad implementare e ottimizzare l'attività della società, ma ad impedirne l'immediato tracollo e a mantenerla in vita. Il nocumento erariale che in tal modo sarebbe conseguito - secondo l'impianto accusatorio- alle erogazioni concesse, “non si sarebbe verificato se la società fosse stata gestita in maniera più oculata ed efficiente”. 

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L'EX PRESIDENTE MARINI: "Per 4 anni siamo stati sottoposti a ricostruzioni fantasiose e non coerenti con gli atti adottati dalle Istituzioni a tutela del servizio del trasporto pubblico, del patrimonio pubblico dell’azienda e della tutela di 1500 lavoratori, fino a trovarci nell’assurda situazione che chi risanava doveva difendersi e chi presumibilmente aveva creato il disavanzo neanche era chiamato in causa .Ben due gradi di giudizio che hanno entrambi confermato serietà rigore e correttezza del nostro operato".

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