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Le donne della 'ndrangheta umbra: senza scrupoli e pericolose: ecco il loro ruolo

Accompagnati ai boss, eseguivano gli ordini impartiti dai mariti o dai compagni senza batter ciglio, tramutandosi così in delle vere e proprie macchine pericolose

Impeccabili, senza scrupoli e compagne fedeli dei loro boss con i quali tra le mura domestiche condividevano il sogno criminale di una vita scellerata fatta di ricatti, cocaina e minacce. Senza replicare obbedivano agli ordini impartiti dai mariti, assumendo così un ruolo attivo in questa mega inchiesta che ha l’odore della ‘ndrangheta, ma non solo. Ed eccole qui le sette donne e i loro sette nomi che si leggono uno dietro l’altro nelle 396 pagine dell’ordinanza: 

Moglie di Campiso Mario è Belfari Silvia. La donna, come si legge, è accusata insieme al marito di aver estorto del denaro. Ad aiutarla Pignola Teresa, moglie invece di Paletta Natalino, che ha “concorso nelle reiterate estorsioni in danno del Bellucci della Umbria Edilizia srl portando la società all'indebitamento”. Grazie anche alla freddezza di ghiaccio della donna l’azienda è stata infine ceduta al marito. Ma è la moglie del Campiso che, oltre a estorcere denaro, controllava il giro di prostituzione, aiutando così il marito in un’altra delle attività illecite. 

A rispondere all’appello anche Pariota Immacolata, compagna del Ceravolo, la quale "ha concorso unitamente all’uomo, al Facente, al De Dio, al Lombardo, all'Orlando ed  a Campiso Cataldino nell'estorsione in danno della proprietaria di una farmacia di Ponte San Giovanni". La donna era inoltre a piena conoscenza delle attività di usura poste in essere dal Ceravolo, ma non solo, perché in base a quanto si legge nell’ordinanza, la Pariota, detta Imma, sapeva inoltre dello sviluppo e dei dettagli dell'incendio dell'autovettura di una delle vittime dell’associazione. La donna avrebbe, poi, “ceduto in più occasioni a B.M. e B.L., con cadenza settimanale, dosi di cocaina al prezzo di  80 euro al grammo. In particolare il Ceravolo (in concorso con la Pariota che lo avvisa della presenza delle forze dell'ordine e degli acquirenti) ed il De Dio effettuavano alternativamente le consegne, previ accordi telefonici con il Ceravolo”.

E’ invece Gennari Letizia, ad essere compagna del De Dio e barista dell’Apollo 4, centro d’incontro della “cosca”. La donna svolgeva il ruolo di mantenere costantemente i contatti fra gli acquirenti che si recavano al bar per gli accordi o le consegne ed i sodali.

Sono questi alcuni dei nomi delle sette donne della ‘ndrangheta perugina. Ognuna con il proprio ruolo, ognuna accompagnata al proprio boss, in una storia che ci trascina lontani dalla quieta umbra.

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