Cronaca

I tentacoli dell’Ndrangheta su Perugia, tutti i numeri del maxi processo: sarà battaglia dal 2017

Sono 57 le persone alla sbarra, accusate di estorsione, associazione per delinquere di stampo mafioso traffico di droga, ricettazione, truffa. Ma il maxi processo Quarto Passo slitta ancora

Stenta a partire la prima udienza del maxi processo partito dall’inchiesta denominata “Quarto passo”, che svelò un presunto dominio della'ndrangheta su Perugia. Sono 57 le persone finite alla sbarra, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione, estorisione, traffico di droga, truffa, usura. Un esercito di avvocati e un'aula del tribunale di Perugia gremita, ma a causa di un difetto di notifiche, il giudice ha rinviato il tutto al prossimo anno. Si tornerà in aula in 30 gennaio 2017. Varie le associazione costituitesi parte civile nel processo, oltre venti le parti offese.

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Oggi era presente il legale Nicola di Mario che ha depositato le richieste di costituzione di parte civile di Regione Umbria e Comune di Perugia-sono 6 milioni di risarcimento quelli chiesti dall'avvocato- contro il presunto clan mafioso che avrebbe messo le mani sulla città. Un disegno criminoso volto ad estrocere denaro per il mercato dell'usura; così avrebbero minacciato imprese e aziende, fino a ridurle sul lastrico. Pesanti atti intimadori per il controllo e il predominio sul capoluogo umbro. 

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I numeri dell'inchiesta - La cosca aveva messo le mani su 39 imprese, 106 immobili, 129 veicoli, 28 contratti assicurativi, oltre 300 rapporti bancari e di credito.L'operazione  “Quarto Passo” era riuscita a svelare in che modo le mani della 'Ndrangheta avessero tessuto una stretta rete su tutta la provincia di Perugia, incoronando però il capoluogo umbro quartier generale del clan. La sede del clan era radicata a Ponte san Giovanni, una organizzazione criminale affiliata alle famiglie di Cirò e Cirò Marina, anche se autonoma e formata da vari calabresi emigrati in Umbria da anni; gli inquirenti hanno "documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive". 

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Processo Quarto Passo: La Cgil dell'Umbria si costituisce parte civile La Cgil dell’Umbria ha depositato oggi, 28 novembre 2016, la documentazione necessaria a richiedere la costituzione di parte civile nel processo "Quarto Passo", contro una presunta associazione ‘ndranghetista operante in Umbria. Il sindacato, assistito dall’avvocata Marzia Biagiotti, si affianca così alle istituzioni (Regione e Comune di Perugia) e alle associazioni, come Libera Umbria, per fare - spiega la segretaria regionale della Cgil Barbara Mischianti, "fronte comune, anche in sede processuale, contro ogni tentativo di inquinamento della nostra economia e del nostro tessuto sociale da parte delle organizzazioni criminali di stampo mafioso”.

La richiesta di costituzione di parte civile sarà analizzata insieme alle altre nella prossima udienza, fissata per il 30 gennaio 2017 (dopo il rinvio odierno per vizi di notifica a vari imputati). “Per noi è molto importante esserci - spiega Mischianti - qui a Perugia come nel resto d’Italia dove ci sono processi per associazione mafiosa, perché la lotta alle mafie e all’illegalità è nel nostro dna”.

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