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Natale 2020, la "corsetta" al regalo ai tempi del Covid: ecco quanto spenderanno e cosa compreranno gli umbri

Una stima elaborazione dal centro analisi di Confcommercio che comunque evidenzia anche una timida voglia di reagire dei consumatori per non rinunciare completamente ai regali di Natale

La crisi economica provocata dal Covid e le incertezze - complici anche le scelte della politica in continua evoluzione e contraddittorie - per il futuro prossimo sono alla base di un crollo del 12 per cento dei consumi per il Natale (da incubo) 2020. Una stima elaborazione dal centro analisi di Confcommercio che comunque evidenzia anche una timida voglia di reagire dei consumatori per non rinunciare completamente ai regali di Natale. Chi può, spenderà per i regali una cifra solo un po’ più
bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa conto i quasi 170 del 2019).

I generi alimentari (68%) si confermano anche per il 2020 la tipologia di regalo più diffusa; seguono giocattoli (51,2%), libri ed ebook (47,2%), abbigliamento (45%) e prodotti per la cura della persona (36%). Con riferimento al budget stanziato, aumentano i consumatori che spenderanno meno di 300 euro per i regali (94,2%; erano il 91,6% nel 2019) e si riduce in modo vistoso la percentuale dei consumatori che spenderanno oltre i 300 euro (-31% la variazione percentuale rispetto al 2019).

Nel complesso, dunque, secondo l'Ufficio Studi di Confcommercio il mese di dicembre sarà una reazione vitale per l’oggi e una promessa per il futuro: come già accaduto nel terzo trimestre dell’anno, le famiglie sono pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorerà.

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