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Cronaca

Caso Narducci, Pm Mignini: "Atti in Cassazione per riaprire processo"

Dopo il proscioglimento dei 20 indagati che avrebbero depistato le indagini per non far scoprire le ragioni della morte di Narducci, la parola passa alla Cassazione

L'ultima parola su una parte dell'inchiesta sulla misteriosa morte di Francesco Narducci  collegata al Mostro di Firenze e poi smentita anche dal Tribunale di Firenze con l'assoluzione di Calamandrei, sarà data dalla  Cassazione di Roma dopo il proscioglimento dei 20 indagati che avrebbero depistato le indagini sulla morte del medico perugino.

Se per il Gip Micheli,  Narducci "si suicidò" e quindi nessun omicidio da coprire potesa essere messo in essere dalla famiglia e i loro sodali; per il Pm Giuliano Mignini il ricorso in Cassazione è un atto dovuto perchè non sarebbe stata presa in tutta la sua essenza la ricostruzione delittuosa su Narducci.

Inoltre, per il Pm le testimonianze, precise e senza contraddizioni, nonostante gli anni trascorsi, non possono essere prese con il dubbio a causa di avvenimenti ormai passati da tempo.

Alla Cassazione quindi si richiede una lettura dei fatti completa, senza dimenticare le prove raccolte sul doppio cadavere e l'autopsia del 2001 di Pavia. Il caso Narducci non è chiuso e quindi a vario titolo sono 20 i personaggi che rischiano ancora di andare sotto processo. 

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