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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Cascia

Muore in casa, la Procura indaga per maltrattamenti. Disposta l'autopsia

Una persona è stata formalmente indagata. Da chiarire le ferite sul corpo dell'altra donna

La Procura della Repubblica di Spoleto ha iscritto nel registro degli indagati una “persona nota” in relazione alla morte di una donna di 48 anni, trovata senza vita nella sua abitazione in una frazione di Cascia, in provincia di Perugia. L’ufficio guidato da Alessandro Cannevale ipotizza il reato di maltrattamenti. Disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso della donna, disabile e invalida al 100%.

La vittima viveva con un’altra donna, anche lei invalida al 100% con problemi psichiatrici. Per quest’ultima, il personale del 118, intervenuto dopo la richiesta di aiuto lanciata dalla badante, ha disposto il ricovero, evidenziando sul suo corpo diversi lividi. Le indagini in corso, spiega la Procura della Repubblica di Spoleto, sono finalizzate ad accertare le cause del decesso della 48enne e la natura delle ferite riscontrate sul corpo dell’altra donna. Intanto procedono le indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Spoleto, anche attraverso accertamenti scientifici all’interno della casa occupata dalla due donne. 

La Procura di Spoleto contesta l'ipotesi di maltrattamenti alla badante che si occupava di entrambe le disabili, La donna ferita è ricoverata all'ospedale di Terni. Domani dovrebbe svolgersi l'autopsia. 

L'intervento della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità

Sul caso interviene anche la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Paola Fioroni. “Con l’auspicio che le forze dell’ordine e gli inquirenti facciano presto chiarezza sui fatti accaduti, garantendo il senso della giustizia e legalità, ci tengo a dire che, a prescindere da eventuali fatti di rilevanza penale che dovessero emergere dalle indagini in corso, ciò che deve far riflettere tutti noi è l’ennesima storia di disagio e solitudine che vede coinvolte le persone più fragili”. E ancora: “Tutte le persone con disabilità, - prosegue Fioroni - a maggior ragione se a rischio di doppia discriminazione in quanto donne, hanno diritto a vedersi garantite appropriatezza  e qualità nei livelli di assistenza diretta o indiretta. L’autonomia e la domiciliarità - conclude Paola Fioroni - devono sempre comunque rientrare in un sistema di sicurezza e protezione. In questo senso continueremo a lavorare per valutare qualsiasi azione mirata di prevenzione e supporto per migliorare sempre di più la condizione delle persone con disabilità e garantire dignità”.

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