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Perugia e l'Università degli Studi in lutto, addio allo scienziato Giulio Alberti: la ricerca la sua grande passione

Scompare Giulio Alberti, una delle figure più eminenti dello Studium perusinum. Alberti, classe 1930, dopo una carriera iniziale presso l’Università di Roma, si era trasferito a Perugia nel 1974, chiamato a ricoprire ruoli significativi e a svolgere funzioni di responsabilità. Professore di inorganica, e direttore presso l’Istituto di Chimica, si era distinto per numerosi percorsi di ricerca, sempre improntata a grande originalità. Soprattutto se ne apprezzava la singolarità di pensiero e la rigorosa metodologia di lavoro.

Studioso appartato e fuori dai giochi, si dedicò esclusivamente allo studio, intrecciando una rete di amicizie e relazioni sopranazionali. Era particolarmente apprezzato nel mondo anglosassone, anche in ragione della sua perfetta padronanza della lingua e della linearità delle sue posizioni scientifiche e personali. Anche dopo il pensionamento, Alberti continuò lo studio e la collaborazione internazionale con regolarità. È da dire Giulio Alberti si è dedicato con passione alla ricerca e alla riflessione perfino nei suoi ultimi giorni di vita. Lascia un immenso patrimonio di pubblicazioni fondamentali, come fecondo viatico alle giovani generazioni di studiosi.

Cordoglio unanime, espresso da parte delle istituzioni, delle associazioni delle quali fece parte, di colleghi e amici che ne apprezzarono l’elevata caratura scientifica, l’onestà intellettuale, il rigore morale, l’ironia e l’intelligenza. I funerali il 14 ottobre, ore 9:30, nella chiesa parrocchiale di San Donato all’Elce. Le condoglianze di Perugia Today ai figli Andrea, Silvia e Alessandro.

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