Multe mai riscosse o non notificate per oltre 20mila euro: dipendenti condannate a risarcire il Comune

Bastia Umbra, la Corte dei conti sanziona la responsabile dell'ufficio Polizia locale e un'agente. Pena dimezzata perché avevano avvertito dei carichi di lavoro eccessivi

Danno erariale da mancate entrate dei soldi delle multe. È quanto ha subìto il Comune di Bastia Umbra per la Corte dei conti a seguito dei comportamenti di due dipendenti.

Le due dipendenti, difese dagli avvocati Mario Rampini, Mariagiovanna Belardinelli e Sabrina Castellini sono state condannate a risarcire l’ente comunale, rispettivamente, della somma di 9.268 e 3.972 euro, oltre alla rivalutazione (secondo gli indici Istat) e gli interessi legali. Le spese di giudizio sono liquidate in 598,07 euro.

Il due gennaio del 2019, un consigliere comunale aveva richiesto l’accesso agli atti per conoscere il numero dei verbali mai redatti o recapitati alle persone multate, nonché l’ammontare delle sanzioni che non erano più esigibili. La risposta della responsabile del settore polizia locale non era stata ritenuta sufficiente e richiedeva una relazione dettagliata sui fatti.

La responsabile comunicava che non erano stati compilati verbali per 26.480 euro, ormai non più esigibili, e che erano in corso verifiche in ufficio sulla “parte relativa alla inosservanza del codice della strada (invio alla ditta esterna di tutte le violazioni, cartoline di notifica, ricerca dei soggetti irreperibili/trasferiti/deceduti, cambi di proprietà dei veicoli, richieste di archiviazione, ricorsi), inserimento e verbalizzazione delle violazioni al c.d.s. emesse d'ufficio”.

Dalla documentazione risultava che dell’ufficio e delle pratiche si occupavano la responsabile e una dipendente, agente di polizia locale, la quale aveva già lamentato la difficoltà a gestire tutto il lavoro da sola. Richieste che erano rimaste senza risposta da parte della responsabile (nella sentenza di parla di “sostanziale inerzia”).

Per la Corte dei conti le due dipendenti non avrebbero neanche considerato “l’avviso di sistema” inviato dalla società informatica, appaltatrice del servizio di digitalizzazione dei verbali di violazione al Codice della strada, con il quale si avvisava che c’erano diversi verbali in scadenza rispetto ai termini di notifica. La vicenda, infine, era emersa solo con la richiesta del consigliere comunale.

Risultavano 29 multe per mancata individuazione del conducente cui togliere i punti, per 8.294 euro; 8 violazioni per guida senza documenti per un importo di 3.376 euro; 33 contravvenzioni per omessa revisione per un importo di 5.577 euro, oltre a verbali la cui notifica non era andata a buon fine, per cambio di residenza, irreperibilità per un importo pari a 9.233 euro.

Il Comune comminava la sanzione del rimprovero scritto alle due dipendenti. Poi partiva l’indagine della Procura contabile, che contestava alla dipendente l’omissione dei “doverosi adempimenti preordinati alla riscossione dei relativi proventi”, mentre alla responsabile veniva imputato di aver “trascurato di vigilare sull’operato degli uffici, non assumendo le iniziative necessarie a garantire il buon andamento dell’azione amministrativa”. La responsabile ha sostenuto di aver delegato tutta l’attività d’ufficio, mentre la dipendente ha sostenuto di non aver violato “obblighi di servizio” o tenuto “condotte gravemente colpose”.

I giudici contabili hanno ritenuto che per “ambedue le convenute vada affermata la sussistenza della responsabilità per colpa grave loro contestata”, pur con diversi ruoli e responsabilità, addossando alle due solo il 50% della somma (quindi 13.240 euro), in quanto sarebbe emerso che aveva fatto presente le criticità. Le responsabilità tra le due imputate, infine, va ripartita al 35% a carico della responsabile (pari a 9.268 euro) e nella misura del 15% (per 3.972 euro) a carico della dipendente.

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