Caso Rocchetta, M5S denuncia ulteriori prelievi di acqua da imbottigliare e vendere

Riceviamo e pubblichiamo la nota del movimento 5 stelle che è fortemente critico sul nuovo investimento della Rocchetta a Gualdo Tadino a fronte di nuovi volumi d'acqua da attingere che la Regione sarebbe disposto ad assecondare. 

Riceviamo e pubblichiamo la nota del movimento 5 stelle che è fortemente critico sul nuovo investimento della Rocchetta a Gualdo Tadino a fronte di nuovi volumi d'acqua da attingere che la Regione sarebbe disposto ad assecondare. 

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di Andrea Liberati, Capogruppo M5S Consiglio regionale e Stefania Troiani, Capogruppo M5S Comune di Gualdo Tadino

Inaccettabile. Il prossimo 30 ottobre un dirigente della Regione, contornato da un’accomodante macchina amministrativa, deciderà quanta acqua assegnare alla Rocchetta S.p.A. per i prossimi 25 anni. Il M5S assicura sin d’ora opposizione durissima a ogni livello. Da altri, invece, acqua in bocca: il silenzio è d’oro e la parola d’argento. La Giunta Marini così prosegue nel suo assordante silenzio. Associazioni e comitati –che invece tanto vorrebbero dire- ovviamente non vengono nemmeno convocati in Conferenza dei servizi.

In simili condizioni, l’esito è scontato: la multinazionale potrà ottenere ulteriori ingenti prelievi, a discapito delle nostre preziose risorse ambientali e senza nemmeno svenarsi un po’. Già, perché, come abbondantemente dimostrato altrove, in Umbria si regala tutto, quando sono le multinazionali a pretendere. E non si riflette nemmeno sul fatto che, essendo l’acqua un bene non delocalizzabile, non si potrebbe esercitare alcun ricatto occupazionale: certi politici proprio non ci arrivano, asserviti come sono a questo sistema malato.

Grandi assenti restano dunque la presidente Marini e l’assessore competente, Cecchini. Un oscuro dirigente regionale deciderà l’ok, senza aver mai predisposto una seria e recente analisi idrogeologica, necessaria se solo si fosse andati a Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), come già esigerebbe oggi lo status quo.

Politica totalmente assente, così come lo è stata sulle controversie ambientali de ‘”l’altra Umbria”, da Fabro a Terni a Gubbio, dalle discariche ai termovalorizzatori ai cementifici, fino a una siderurgia dagli impianti pressoché esausti.
E’ veramente avvilente osservare come questa Regione, l’Umbria, ripudi una volta di più la propria nobile storia di sinistra, arricchendo ulteriormente soggetti stranieri dalle tasche già rigonfie di soldi, giganti mondiali che non sanno più dove mettere i denari anche grazie agli irrisori canoni praticati qui.

La Marini è Robin Hood all’inverso: rischia di distruggere irreversibilmente l’ecosistema per far felice l’ennesima multinazionale che porterà all’estero gli enormi utili generati in tal modo. Il M5S continuerà regolarmente a incalzare la Marini fino a quando non dismetterà un approccio tanto servile
 

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