Motociclismo in lutto, oggi i funerali di Franco Sabatini. L'amico: "Impossibile non è per sempre... amava dire"

Sabatini è stato fondatore della rievocazione storica della Milano-Taranto

Lutto alla Milano-Taranto per la scomparsa, a 83 anni, di Franco Sabatini che ci ha lasciato ieri. I funerali oggi alle ore 15:00, nella Chiesa di San Martino in Colle, sebbene in forma ristretta, nel rispetto della normativa anti covid. Sabatini è stato fondatore della rievocazione storica della Milano-Taranto, a testimonianza di una passione profonda e inesauribile. Ad esserne testimone è la moglie Wilma, per lui vera amica e sodale con cui condividere ogni aspetto della vita. E poi le figlie Lina, Natalina e Claudia, i generi Nicola, Stefano e Gabriele e gli adorati nipoti, Francesca, Luigi, Alessandro, Giacomo e Giulia.

Ad avere la fortuna di conoscere il grande cuore e l’entusiasmo di Franco Sabatini sono stati anche tantissimi amici, i soci del Moto Club Veteran “San Martino” e altri. Oltre agli affezionati della Milano-Taranto. Venuto al mondo nel 1937, fin da bambino armeggia nell’officina del padre, aperta dal 1933 a San Martino in Colle e ancora oggi lì, a rappresentare un pezzo di storia del ciclismo e del motociclismo umbro. Il babbo aveva cominciato con la riparazione delle macchine agricole, per arrivare, col persuaso contributo del ragazzo, alla costruzione di bici e motociclette.

L'austerity, legata alla crisi petrolifera del 1973, rilancia la richiesta di biciclette e Franco Sabatini inizia a produrle, avvalendosi anche dell’aiuto della moglie che, come raccontava lui stesso, diventò bravissima a montare le ruote. In poco tempo, le Sabatini diventano un cult: bici da corsa, completamente fatte a mano e su misura, costruite con materiali di altissima qualità. Furono le prime biciclette con tre rapporti dentati e divennero molto richieste dai ciclisti amatoriali e non solo.

Le Cicli Sabatini stregarono anche Gino Bartali. Il campione toscano ne vide una in mostra negli anni ’80, rimanendo colpito da quella creazione, e chiamò Sabatini a lavorare per lui: una collaborazione proficua che si protrasse per ben sei anni, durante i quali si instaurò anche una relazione di reciproca stima e solida amicizia.

Comincia in quel tempo la grande avventura della Milano-Taranto, all’epoca sospesa da decenni. Lui stesso partecipa con entusiasmo. Oltre che come organizzatore, Franco ne corre ben 24. Le edizioni della Mi-Ta sono arrivate a 34, con questa del 2020, sebbene in forma virtuale. La caparbietà di Sabatini e del suo staff ha fatto sì che neanche la pandemia riuscisse a fermare la manifestazione. È proprio questa della grinta l’eredità che il patron lascia alla famiglia e ai suoi collaboratori.

Scrive di lui l’amico centauro (e clarinettista di fama internazionale) Guido Arbonelli: “Risoluto, concreto, schietto, appassionato, visionario. ‘Impossibile non è per sempre’ diceva. Con questa convinzione ha percorso ogni tappa delle gare e di una straordinaria avventura esistenziale. Sempre alla grande. Come alla grande sarà per sempre con noi della Milano-Taranto ad ogni nuova edizione. Ad ogni nuovo inimmaginabile traguardo”.
 

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