Un uomo contro corrente: con la scomparsa di Lollone il Borgo Bello perde una figura storica

Quante chiacchierate lungo il corco Cavour. Ne aveva per tutti. Il ricordo dell'Inviato Cittadino

foto esclusiva Sandro Allegrini

Con la scomparsa del Lollone (al secolo Lando Frattegiani), il Borgo Bello perde una figura storica di uomo contro corrente. Contro i comunisti, contro i democristiani, contro i facili entusiasmi di una destra imborghesita e “traditrice” degli ideali di purezza, conservati solo da un “camerata” che andava fiero delle sue idee. Lui, duro e puro, dopo gli iniziali entusiasmi, si era decisamente posizionato contro il nuovo corso del doppiopetto. Anche se la giacca a doppio petto la metteva, magari sopra l’eterna camicia nera. E sopra ancora ostentava, con innata eleganza, l’impermeabile bianco alla Humphrey Bogart, nome che lui pronunciava come si scrive: Umprei.

Quante chiacchierate lungo il corco Cavour. Ne aveva per tutti. Come quando tolsero di mezzo il cartellone col suo faccione e la sua casa natale e disse che si sarebbe vendicato di quel gesto, che per lui tanto anonimo non era.

O quando, per la morte dell’elettricista Giorgio Pirilli, fece entrare la bara dall’ingresso principale, da piazza Giordano Bruno, non da quello laterale di via del Castellano. Disse: “Col prete ci parlo io!”. E lo fece. Per poter invocare il nome dell’amico camerata Giorgio e far rispondere agli amici “Presente”. Adorava Giorgio che riteneva coraggioso, perché era andato a piazzare il tricolore sul campanile di San Domenico.

Quante storie raccontava, davanti alla bottega del falegname Gianni. Che mostrava un calendario “fascista”, donatogli anni prima dal Lollone. Già: non Lollo (diminutivo di Lando), ma Lollone, per la sua stazza imponente.

Era vecchio, il Lollone, ma disponeva ancora di una stretta che faceva male alla mano. E raccontava della guerra, di quando andarono alla caserma liberata e la “liberarono” di ogni cosa. Si favoleggiava che una volta avesse addirittura rubato un carro armato. Il carro armato no, ma le forme di parmigiano sì, come mi raccontò una volta. E le rivendette a poco prezzo per tutto il borgo.

Questo era il Lollone. In fondo, un nostalgico, un burbero benefico che non faceva male a nessuno.

Tante volte l’ho immortalato: si metteva in posa, gonfiava il petto e ordinava “Scatta!”.

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Ciao Lollo, non ti dimenticheremo.

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