Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Morte di Samuele De Paoli, i familiari si costituiscono parte civile e chiedono 1 milione e mezzo di risarcimento

"Un lutto di così ampia portata ha sconvolto le dinamiche familiari". Udienza a carico della trans Patrizia, accusata di omicidio preterintenzionale, fissata il 15 marzo

I genitori di Samuele De Paoli e il fratello hanno deciso di costituirsi parte civile, tramite l’avvocato Marilena Mecchi nel procedimento contro Hudson Pinheiro Reis Duarte, la trans Patrizia accusata della morte del giovane, trovato morto a Sant'Andrea delle Fratte il 28 aprile del 2021 per l’udienza che si svolgerà il 15 marzo davanti a Piercarlo Frabotta, giudice per l’udienza preliminare di Perugia.

La Procura generale di Perugia ha chiesto il giudizio con l’accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti della trans Patrizia, ritenendo che “la morte sia avvenuta per afferramento violento del collo della vittima, con un’azione compressiva esercitata nella regione corrispondente alla biforcazione carotidea destra, in prossimità dell’angolo mandibolare”.

Secondo la Procura generale la trans, difesa dall'avvocato Francesco Gatti, avrebbe cagionato la morte di Samuele con un’azione che avrebbe portato “ad arresto cardiaco riflesso secondario a compressione del paraganglio carotide (glomo carotide) destro, associata ad emorragia perigangliare e circoscritta infiltrazione emorragica dello stesso”.

Dalla condotta dell’imputato, secondo i familiari, “è conseguita una tragica e grave perdita di un figlio” per i genitori “e di un fratello”, “laddove un lutto di così ampia portata ha sconvolto le dinamiche familiari e arrecato un intenso dolore che ha modificato in senso peggiorativo la qualità di vita della famiglia De Paoli”.

Da qui la richiesta di “risarcimento del danno non patrimoniale quantificato in euro 500.000 per ciascuno dei familiari o da determinarsi dal giudice in via equitativa, con richiesta di provvisionale nella misura ritenuta di giustizia dal giudice”.

In caso di condanna penale, ma con il risarcimento da quantificare in sede civile, la famiglia chiede “la condanna dell’imputato al pagamento di una somma a titolo di provvisionale nella misura di euro 300.000 o di somma maggiore o minore che verrà ritenuta di giustizia oltre interessi legali”.

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