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Cronaca

Morte di Samuele De Paoli, ecco come la Procura generale ha ribaltato l'indagine da omissione di soccorso a omicidio

Secondo l'accusa la trans avrebbe cagionato “la morte di Samuele come conseguenza di atti diretti a cagionarne lesioni, mediante afferramento violento del collo della vittima

Quaranta pagine per riaprire un'indagine e ribaltare l'accusa da omissione di soccorso a omicidio preterintenzionale. La Procura generale, guidata da Sergio Sottani, ha chiuso le indagini a carico di Hudson Pinheiro Reis Duarte, la trans che si fa chiamare Patrizia che era insieme con la vittima, Samuele De Paoli, e con il quale ha avuto uno scontro fisico, causa della morte per l'accusa.

Secondo la Procura generale la trans avrebbe cagionato “la morte di Samuele come conseguenza di atti diretti a cagionarne lesioni, mediante afferramento violento del collo della vittima, con un’azione compressiva esercitata nella regione corrispondente alla biforcazione carotide destra”. Un’azione che avrebbe portato “ad arresto cardiaco riflesso secondario a compressione del paraganglio carotide (glomo carotide) destro, associata ad emorragia perigangliare e circoscritta infiltrazione emorragica dello stesso”.

Nel corso della colluttazione “tra Pinheiro e De Paoli” la trans “riportava frattura composta della 7°, 8°, 9° e 10° costola sinistra e contusioni con ecchimosi del volto, così come riferite in occasione della refutazione in data 29 aprile alle ore 3.33”.

La Procura generale ha sentito il medico e l'infermiere di turno nella notte in cui Pinheiro è andata al Pronto soccorso. I due hanno confermato di non aver avuto dubbi sul collegamento delle lesioni che presentava Patrizia al momento dell’accesso in ospedale all’aggressione subita da De Paoli.

Sono poi stati acquisiti i cd con le radiografie effettuate su Patrizia.

È stato sentita anche una persona alla quale era intestata, a sua insaputa, l’utenza telefonica usata dal pusher albanese che avrebbe venduto la droga alla trans.

Ascoltata anche un’altra trans, conoscente dell’indagata, su quanto sarebbe accaduto quella sera.

Negli atti sono confluite anche due nuove relazioni riepilogative della Squadra mobile che, di fatto, ricalcano quelle già in atti.

“Come ritenevamo, le determinazioni del dottor Sottani, che hanno stravolto quanto per ora sostenuto congiuntamente dal procuratore Cantone e dall’aggiunto Petrazzini, non hanno altra origine che in una diversa valutazione della consulenza tecnica dei dottori Bacci, Scalise Pantuso e Melai. Le indagini svolte in questi giorni riguardano aspetti poco rilevanti, e non riguardano l’elemento cruciale del procedimento, e cioè la causa della morte di De Paoli e l’aggressione subita dall’indagata. Patrizia continua ad aver fiducia nella giustizia italiana, senza che si possa in alcun modo supporre che la stessa abbia idea di sottrarsi al processo, tanto che ieri si è subito recata spontaneamente a ritirare l’avviso di conclusione delle indagini” ha riferito l’avvocato Francesco Gatti, difensore dell’indagata.

L’avvocato Valter Biscotti, che assiste la madre del giovane insieme con la collega Ilaria Pignattini, ha chiesto anche l’emissione di una misura cautelare nei confronti dell’indagata “visto che il quadro è cambiato radicalmente, il reato è molto grave”.

Il padre della giovane vittima è assistito dall’avvocato Marilena Mecchi.

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