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Dopo la tragica morte dell'uomo di Bevagna ecco il parere dell'esperto sulle punture degli insetti

prof Murgia : "Non è facile prevedere le conseguenze, necessaria la profilassi dopo un evento" 

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La tragica morte di sabato pomeriggio a Bevagna di un uomo di 46 anni, deceduto per  una sospetta reazione allergica da puntura d’insetto, riportano l’attenzione sule reazioni allergiche gravi da puntura di imenotteri. In attesa di conoscere altri aspetti dell'evento che ha scosso la comunità regionale anche per la giovane età dell'imprenditore , induce  a sottolineare alcuni aspetti di carattere medico.

Le punture di api vespe e calabroni - ha spiegato il Professor Nicola Murgia, della struttura complessa di Medicina del Lavoro , diretta dal Prof. Giacomo Muzi, in una nota dell'ufficio stampa dell'Azienda Ospedaliera di Perugia - possono portare, in soggetti predisposti, a reazioni allergiche molto severe, fino alle reazioni anafilattiche che, se non trattate, possono portare alla morte la persona punta”. 

Non sembra sia possibile prevedere che una puntura possa provocare conseguenze letali, è così?  “Purtroppo non è facile prevedere una possibile reazione allergica grave da puntura di imenotteri - ha sottolinea il Professor Murgia - , tenuto conto che precedenti punture potrebbero anche non aver portato  sintomi tanto preoccupanti ; reazioni estese ma localizzato non sono predittive di future reazioni gravi. I sintomi che devono preoccupare la persona punta e che possono essere predittivi di future reazioni anafilattiche sono quelle generalizzate, che, anche se di lieve entità, come prurito, eritema, orticaria, interessano tutto l’organismo o parti distanti dal sito di puntura”. 

Nel caso una persona punta ha avuto una di queste reazioni cosa deve fare? "È necessario immediatamente informare il proprio medico di medicina generale, il quale invierà il paziente per una visita Allergologica per imenotteri all’ambulatorio della struttura della nostra clinica Ospedaliera  per procedere a tutte le indagini diagnostiche e a suggerire la terapia più indicata”. 

Quindi si può sostenere che esiste una terapia? "Si, si tratta di una terapia da praticare in caso di reazione grave, basata principalmente su adrenalina autoiniettabile e una terapia preventiva che porta alla progressiva desensibilizzazione del soggetto verso il veleno e che viene ormai praticata da diversi anni presso la nostra struttura”. 

Professore, non è anomalo che l’uomo sia stato punto in autunno? "Fermo restando che l’esatta causa della morte verrà stabilità dall’autopsia, purtroppo anche in autunno alcune specie di imenotteri, come ad esempio i calabroni, sebbene in fase calante possono essere ancora presenti nel nostro territorio"


 

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