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Immagine d'archivio

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Muore travolto da un albero, terza vittima del 2017: "Ora basta, serve più sicurezza"

Cajarelli (Cgil): "Chiederemo nuovamente interventi specifici in questo settore a partire da un'attenta valutazione dei livelli di pericolosità, dopo la inspiegabile deregolamentazione decisa dall'accordo Stato-Regioni"

E' di qualche ora fa la notizia di un uomo di 62 anni trovato senza vita nei boschi di Ficulle dopo essere stato travolto da un albero, mentre stava lavorando. Un'altra tragica morte sul lavoro: sono già tre in appena tre mesi del 2017 le vittime sul lavoro nel settore della silvicoltura in Umbria. “Un dato fortemente preoccupante, come abbiamo già denunciato negli anni passati, a fronte di un numero di addetti assolutamente esiguo”, commenta Vasco Cajarelli, segretario regionale Cgil Umbria.

Il prossimo 30 marzo è convocato presso la Regione il Coordinamento regionale salute e sicurezza, “in quell’occasione – continua Cajarelli - chiederemo nuovamente interventi specifici in questo settore, a partire da un’attenta valutazione dei livelli di pericolosità, dopo la inspiegabile deregolamentazione decisa dall’accordo Stato-Regioni”.

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“Inoltre – aggiunge il segretario Cgil – chiederemo la creazione di un albo delle imprese che operano nel settore, al fine di garantire standard di sicurezza adeguati, e una formazione obbligatoria per gli addetti, che ad oggi non esiste, vista la frammentazione del settore e l’ampia diffusione di lavoro sostanzialmente a cottimo”. Altro strumento che la Cgil chiede di mettere in campo è la denuncia di inizio attività, “la cui assenza – spiega ancora Cajarelli - rende pressoché impossibile l’attività di vigilanza degli organismi preposti”.

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“La deregolamentazione in questo settore – conclude il segretario Cgil - è la dimostrazione palese che il mercato lasciato a se stesso produce danni gravissimi in una continua corsa al ribasso dei costi, fatta tutta sulla pelle di chi lavora”. 

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