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Cronaca

Legata alla sedia e palpeggiata dai superiori in ufficio, in due sotto processo

La vittima ha denunciato molestie e sevizie sul luogo di lavoro: se avesse parlato l'avrebbero fatta licenziare

Legata ad una sedia da ufficio con le rotelle, il nastro adesivo a chiudere la bocca, portata in giro per l’azienda in quelle condizioni, pesata sulla bilancia da pacchi, insultata e palpeggiata. Molestie e violenze che hanno portato in aula un 43enne di Umbertide e ad un 34enne di Perugia, capi reparto dell’azienda dove lavorava, da poco, la donna. I due sono stati poi licenziati.

Le accuse formalizzate dal sostituto procuratore Gemma Miliani sono violenza sessuale, sequestro di persona, atti persecutori e violenza privata. La vittima, una ragazza di 23 anni, assistita dall’avvocato Alessandro Vesi, si è costituita parte civile, denunciando che tutte queste violenze sarebbe avvenuto sotto la minaccia di licenziamento, millantando una profonda amicizia con la proprietà e prospettando punizioni o benefici in base al comportamento della giovane.

La ragazza, però, si è ribellata e, dopo un anno grazie anche alla collaborazione di altri dipendenti, ha denunciato di essere stata legata con delle corde ai braccioli e alla spalliera della sedia, di essere stata palpeggiata e umiliata, di aver avuto la bocca chiusa con il nastro adesivo.

Il processo ai due imputati si apre oggi in Tribunale a Perugia. I due, difesi dall’avvocato Marta Bocci, contestano le accuse e affermano che gli episodi non sono mai avvenuti o sono stati interpretati in maniera errata.

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