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Giovane dipendente denuncia molestie sul lavoro: palpeggiamenti e frasi sconce: ex datore alla sbarra

L'accusa, per un 67enne, è di molestie sessuali. Oggi una nuova udienza in tribunale, la giovane è parte civile nel processo contro l'ex datore

Dopo un periodo di lavoro come dipendente in una sala giochi, aveva nuovamente accettato di lavorare in quel locale in cui si era trovata bene, ma le attenzioni del suo datore di lavoro, si sarebbero ben presto trasformate in vere e proprie violenze sessuali. Ed è così che una giovane ragazza dell’Est Europa, denunciò tutto alle forze dell’ordine e per l’uomo si aprì un procedimento penale tornato oggi in aula davanti al Collegio (giudici Mautone, Loschi e Grassi) con una nuova udienza e l’ascolto dei testi del pm e della parte offesa.

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Le presunte violenze sessuali sul lavoro, per l’accusa aggravate dall’odio razziale, si sarebbero consumate nel 2012, nel periodo in cui la giovane avrebbe accettato di tornare a lavorare nel locale, periodo che sarebbe coinciso anche con la fine del rapporto del datore con la sua compagna. Oggi davanti al collegio è stato ascoltato il fidanzato della giovane all’epoca dei fatti e una dipendente amministrativa dell’esercizio commerciale che ha riferito come la ragazza si fosse messa in malattia per un periodo dopo la seconda assunzione. “Ho conosciuto anche il suo fidanzato, che urlando ci disse come la giovane stesse male, ma non si è mai capito se si riferisse alla malattia o ad altro”-racconta la teste, che segnala come c’è stato un periodo in cui alla sala giochi si era registrato un ammanco di soldi, ma non ricorda una specifica contestazione alla ragazza, oggi parte civile nel processo contro il suo ex datore. L’uomo, era solito frequentare poco la sala giochi in quanto aveva un’altra attività, ma veniva soprattutto la mattina a far colazione e per prelevare l'incasso dalle slot.

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Secondo la denuncia riportata dalla ragazza, che si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Giuseppe Innamorati, l’uomo avrebbe assunto nei suoi confronti dei comportamenti molesti, in particolare, proprio mentre lavorava, l’avrebbe cinta da dietro per “strusciarsi contro di lei, cercando di palpeggiarla”, l’avrebbe inoltre invitata esplicitamente a consumare rapporti sessuali con l’uomo, molto più grande di lei. Alle frasi sconce, si sarebbero aggiunte offese anche di natura razziale. Insomma, presunte violenze non solo fisiche, ma anche verbali, quelle che sarebbero state perpetrate nei confronti della  dipendente, che avrebbe inoltre riportato disturbi di natura psicologica a causa di quei presunti atteggiamenti del suo datore. Si tornerà in aula a marzo nel 2017, con l'ascolto di altri testimoni. L'imputato, che si è sempre dichiarato innocente, è difeso dall'avvocato Blasi.

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