Cronaca

Molesta l'amica con decine di messaggi al giorno: "Tuo marito ha fatto arrestare il mio"

I coniugi di entrambe le donne erano finiti in carcere per droga, ma l'imputata riteneva che il suo uomo fosse stato messo in mezzo. Per chiudere il processo ha chiesto la messa alla prova

I rispettivi mariti vengono arrestati per droga e una delle mogli inizia a molestare l’altra accusandola di aver rovinato un brav’uomo. E finisce sotto processo per molestie.

La donna, difesa dall’avvocato Francesca Fioretti, è accusata di aver inviato oltre trenta messaggi al giorno alla moglie di un conoscente. L’uomo era stato arrestato per droga con il marito dell’imputata. E secondo la donna era stato proprio il primo a rovinare il secondo.

Per la Procura la donna avrebbe inviato all’altra, utilizzando la messaggistica di un mezzo social, dei messaggi in cui le ricordava l’arresto del marito e cercando di giustificare il proprio. Pagine di giornale, link ad articoli online: “Tuo marito è in galera, mentre il mio è una vittima”.

Secondo l’imputata, infatti, se il coniuge era finito in carcere era per colpa delle cattive frequentazioni. Erano queste che lo avevano rovinato. E voleva ricordarlo all’altra donna.

Dopo giorni e giorni di molestie la destinataria dei messaggi ha sporto querela e ha portato in tribunale l’imputata, non tanto perché le ricordava una cosa ovvio, cioè l’arresto del coniuge, quanto le molestie di dover ricevere tutti quei messaggi dalla mattina alla sera. Nel procedimento nato dalla denuncia la donna si è costituita parte civile tramite l’avvocato Donatella Panzarola.

L’imputata ha chiesto di essere ammessa alla prova, tramite i lavori di pubblica utilità, previo risarcimento del danno, per poter evitare il processo e la condanna.

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