Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

"La scuola non si schiera con nessuno, moduli genitore 1 e 2 imposti dalla legge", le precisazioni della preside

La dirigente scolastica di Todi, Silvana Raggetti: "Moduli predisposti dal responsabile della sicurezza dei dati e redatti in conformità alla legge, non c'è altra interpretazione da dare. La scuola pensa solo ai bisogni degli studenti"

La polemica nata sul modulo scolastico con la dicitura "genitore 1 e 2" non ha motivo d'esistere e non ha alcuna attinenza con il ddl Zan in discussione al Senato. Riceviamo e pubblichiamo, in merito alla notizia relativa alle prese di posizione del Popolo della famiglia e anche della Lega Umbria, una precisazione della dirigente scolastica Silvana Raggetti che spiega anche il perché di quel modulo e le imposizioni di legge che la scuola deve rispettare, tra privacy e informazione alle famiglie.

Todi, a scuola scoppia la polemica per il modulo della discordia: "genitore 1 e 2" contro "madre e padre"

"Ritengo doveroso fare chiarezza su una questione che nei giorni scorsi ha alimentato in modo molto vivace il dibattito nella comunità tuderte, e non solo, relativa alla presunta faziosità di moduli consegnati dalla Direzione Didattica di Todi ai genitori di alcune classi per acquisire il consenso relativo alla pubblicazione di foto e/o video degli alunni. Si asserisce da parte di esponenti politici del Popolo della Famiglia e di Todi per la Famiglia che questi moduli siano schierati a favore del ddl Zan. Non è ovviamente così perché alla scuola non compete il compito di orientare le scelte politiche di famiglie e studenti.

La modulistica in questione è una modulistica assolutamente conforme al Reg. UE 2016/679 – GDPR, il più recente Regolamento europeo sulla Privacy. Per tutto quanto attiene alla privacy la nostra scuola, come tutte le istituzioni scolastiche, si avvale per legge della figura del DPO. Il DPO è il Responsabile della Protezione dei Dati. Sintetizzando si tratta di un consulente legale e tecnico che supporta e consiglia la scuola in merito a tutto quanto concerne la complessa e intricata questione della privacy secondo i principi e le indicazioni del Regolamento europeo.

I moduli con relativa indicazione delle diciture per le firme sono stati proposti dal DPO alla nostra scuola e da noi acquisiti lo scorso anno scolastico. Gli stessi moduli sono stati utilizzati anche da altre scuole che si avvalgono della consulenza della stessa società. Per chi volesse approfondire la spinosa e controversa questione rimando ai vari pareri del Garante della privacy sull’argomento: in essi si può chiaramente evincere la ratio che ha spinto il Garante della Privacy a propendere per la dicitura “genitore” piuttosto che “padre” e “madre” (vi sono situazioni nelle quali il genitore non si identifica nella figura del “padre” o della “madre”, come ad esempio nel caso di tutori legali). Ricordo inoltre che la dicitura genitore 1 e genitore 2 è stata reintrodotta recentemente anche dalla ministra Lamorgese per la richiesta della carta d’identità dei minori di 14 anni ed ha sostituito la precedente “padre” e “madre”. In ultimo nelle schede di iscrizione ministeriali compare la dicitura “il genitore o chi ne fa le veci”, non riproponibile nel modulo in questione poiché le firme devono essere di entrambe i genitori. Qualora vengano reintrodotte dalla legislatore altre diciture diverse da “genitore” (ad esempio “padre” e “madre”) esse verranno ovviamente subito recepite dalla nostra scuola.

Qualsiasi altra interpretazione dell’accaduto è una semplice strumentalizzazione priva di ogni fondamento".

Questa la comunicazione ufficiale della scuola, ma la dirigente Raggetti avanza anche "Un paio di riflessioni conclusive. La prima riguarda l’auspicio che la politica consideri veramente la scuola come 'motore del paese' e che, conseguentemente, metta realmente al centro delle sue decisioni le sue sorti e quelle dei giovani poiché da queste dipende il rilancio dell’intero paese. Spiace invece constatare che a volte, come in questo caso, la scuola, le persone che vi operano e le loro opinioni personali, vengano utilizzate da vari schieramenti politici per finalità che nulla hanno a che fare con i reali interessi e bisogni degli studenti".

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