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Colonnini liberty scomparsi da piazza Grimana: presentati esposti e pronte le denunce

I borgaroli di piazza Grimana e Lungara (corso Garibaldi) chiedono al Comune di Perugia che fine abbiano fatto questi preziosi e artistici reperti

di Sandro Francesco Allegrini

Chi li ha visti? Colonnini cercansi. Facevano bella mostra di sé all'accesso della piazzetta che conduce al campo da basket verso via della Pergola. Risalivano ai primi del Novecento, con marcate caratteristiche in stile Liberty.

Avevano forma fallica (con intento apotropaico: contro la carestia e come simbolo di fertilità), in linea di continuità coi cippi confinari del mondo etrusco. Scolpiti in travertino, con decori e scanalature. Realizzati da uno scalpellino del glorioso cantiere comunale che, all’epoca, contava diverse decine di dipendenti, bastevoli per corrispondere alle necessità dei lavori pubblici urbani (quando, insomma, non esistevano discutibili appalti e sub appalti ai privati).

I due colonnini sono stati prima smontati e poi portati via. Dopo essere rimasti per diverse settimane in aderenza all’edicola dismessa (foto) che resta inutilmente sul posto, a valle dell’Arco Etrusco, imbrattata di scritte, senza che nessuno si prenda la briga di toglierla di mezzo. Innegabile disonore che sfida il decoro di un contesto storico e architettonico di pregio. Colonnini, dunque, portati via: da chi? Dove? Ce li ritroveremo in qualche giardino privato? (come i bulbi delle canelline pubbliche, in pressofusione di ghisa, eliminate e poi donate all’uno e all’altro?).  

I borgaroli di piazza Grimana e Lungara (corso Garibaldi) chiedono al Comune di Perugia che fine abbiano fatto questi preziosi e artistici reperti. Magari sono ben custoditi (come le pietre litografiche di Tilli, ammucchiate in disordine e negligenza al deposito comunale di Pian di Massiano?).

Un privato ha fatto un formale  esposto al sindaco, con tanti quesiti finora inevasi. Ma adesso si muovono le associazioni. I perugini attendono risposta. E si chiedono come mai i due pregiati colonnini non siano stati rimontati in loco, al termine dei lavori per la realizzazione della nuova piazza. Magari davanti a palazzo Gallenga.

Furono smontati, “provvisoriamente”, per lasciar spazio al cantiere. Ma poi il cantiere è stato smobilitato e i cippi, che dovevano essere riposizionati ai lati dell’accesso, sono spariti. Avrebbero continuato a fare la loro bella figura sul posto, magari collegati da una catena, utile quando si volevano impedire accessi indesiderati. Che sono sempre troppi, e non sempre leciti.

Un esponente di Italia Nostra ricorda che è il caso di allertare i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale pubblico, con sede in Corso Garibaldi, palazzina ex Saffa. E lo farà.“I due colonnini – precisa – fanno parte dell'arredo urbano storico, ovvero si tratta di veri e propri beni culturali. Per rimuoverli, serve l'autorizzazione della Soprintendenza. Occorre verificare se questa ci sia stata. Faremo presente la questione all’associazione di quartiere Vivi il Borgo e a Italia Nostra perché si muovano di conseguenza. Inoltre è già pronta, e sottoscritta, regolare denuncia”.

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