Fanno prostituire una minorenne: nei guai maîtresse, clienti e albergatori

La scoperta quando la giovane sfruttata ha postato le foto del diciottesimo compleanno. C'era chi organizzava spogliarelli e addii al celibato prendendo la percentuale sulle prestazioni sessuali

Induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravata dal fatto che una delle ragazze era minorenne all’epoca dei fatti. Sono queste le accuse che hanno portato in tribunale nove persone, tra cui anche i clienti che hanno pagato per una prestazione sessuale con la giovane minore (pur non conoscendone l’età). Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Brusco, Giuseppe De Lio, Alessandro Bartoli Ciancaleoni, Franco Libori, Michele Leonelli, Alessio Mazzoli, Andrea Antonini, Leonardo Malaguti, Donatella Panzarola.

In particolare una donna, che esercitava il meretricio anch’essa, è accusata di “aver indotto alla prostituzione … minore di anni 18 e per averne favorito e organizzato l’attività si prostituzione, organizzando, in particolare un incontro per prestazioni sessuali a pagamento con” due italiani, cinquantenni. I quali sono accusati di “aver compiuto atti sessuali con … minore degli anni diciotto, in cambio di un corrispettivo in denaro pari a cento euro”.

Secondo l’accusa la donna avrebbe fornito “ai clienti il numero di cellulare delle ragazze (altre tre giovani, maggiorenni, sarebbero state sfruttate, ndr), prendendo appuntamenti per loro, concordando incontri anche con più prostitute o con lei ed altre ragazze, accordandosi con i clienti per confermare la disponibilità delle ragazze anche a prestazioni fuori provincia, ricevendo dalle ragazze una parte del prezzo delle singole prestazioni”.

A far scattare l’indagine che ha portato a questo procedimento, le rivelazioni di un cliente e le foto postate dalla giovane sfruttata in occasione del suo diciottesimo compleanno, svelando così che l’attività di prostituta avveniva quando era minore.

La donna è accusata di aver violato la legge Merlin (quella che sanciva la chiusura dei postriboli) avendo “nella qualità di proprietaria dell’appartamento sito … favoriva e sfruttava l’attività di prostituzione di … tollerando abitualmente la presenza delle stesse con i loro clienti all’interno dell’appartamento, procacciando loro clienti, lasciando loro la disponibilità delle chiavi, adoperandosi per rendere accogliente l’ambiente rifacendo i letti, cambiando gli asciugamani ed accendendo il riscaldamento in caso di necessità e ricevendo dalle prostitute una somma variabile tra i 30 a prestazione e i 150 euro per l’intera serata.

Il gestore di un albergo di Perugia è accusato di violazione della legge Merlin perché “svolgendo le mansioni di reception, favoriva l’attività di prostituzione gestita” da una delle imputate “tollerando abitualmente la presenza di … all’interno dell’albergo, gestendo le sistemazioni delle camere soprattutto nelle ore pomeridiane in modo da consentire la prostituzione nelle stesse, e ricevendo per la disponibilità delle stanze una somma variabile tra i 40 e 50 euro a prestazione. Inoltre favoriva l’incontro con nuovi clienti accompagnando le ragazze a feste con l’intento” di far conoscerne di nuovi.

Un altro imputato è accusato di essersi “adoperato per far incontrare le ragazze con uomini suoi conoscenti, definiti nei discorsi con le donne come ‘miliardari’ o ‘pezzi grossi’ e provvedendo in taluni casi al pagamento delle prestazioni sessuali in cambio di informazioni” che le ragazze avrebbero dovuto “carpire dai suddetti clienti”.

Sotto processo anche il titolare di un agriturismo, accusato di aver “tollerato la presenza” delle ragazze nella sua attività “lasciando la disponibilità delle chiavi di singole stanze di volta in volta indicate nel corso di conversazioni telefoniche o di sms”.

Un altro imputato avrebbe prestato la propria abitazione a due ragazze per farle prostituire in cambio di 20 euro a prestazione.

Per un altro imputato l’accusa è di “aver favorito la prostituzione” di una ragazza che lavorava come segretaria nella sua attività e di essersi adoperato “per far incontrare le ragazze con coppie per prestazioni sessuali con scambio di coppia, indicando alle donne se usare o meno precauzioni nei rapporti”, oppure “fornendo ai clienti i numeri di telefono delle ragazze, descrivendone le ‘qualità’, contrattando in taluni casi il prezzo” e “tenendo i contatti con clienti austriaci al fine di far esercitare a due ragazze la prostituzione nel corso di un soggiorno” in Austria al prezzo di “10.000 euro, di cui 2mila dovevano essere retrocessi al medesimo per l’intermediazione effettuata”.

Un altro imputato deve rispondere dell’accusa di “aver organizzato, in qualità di dj in locali notturni dell’area perugina” incontri “per prestazioni sessuali anche con più uomini contemporaneamente” oppure “spogliarelli delle stesse in occasione di feste particolari quali addii al celibato, riunioni conviviali, etc.”.

I fatti contestati sono avvenuti tra il 2010 e il 2012 tra Perugia, Bastia Umbra, Assisi, Collazzone e lago Trasimeno.

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