Cronaca Città di Castello

Ragazzini rubano gioielli e monili in casa e vendono tutto al compro oro: tre sotto processo per ricettazione

I minorenni si rivolgevano ad un pregiudicato che piazzava la merce e divideva con loro il ricavato

I ragazzini rubavano l’oro dai cassetti di casa, saccheggiando i monili di mamme, nonne e zie, poi li portavano ad un pregiudicato che pensava a piazzarli in diversi compro oro e a dare ai minorenni la loro parte. Sotto processo sono finite tre persone, i titolari di due gioiellerie e un pregiudicato, tutti accusati di ricettazione.

Il titolare di un compro oro avrebbe acquistato da uno degli imputati “9 medagliette in oro giallo e 2 anelli da donna, provenienti da delitto di furto ai danni” del padre di un ragazzino che li aveva sottratti da casa e consegnati al pregiudicato in cambio di soldi.

Un’altra imputata, titolare di un compro oro, deve rispondere dell’accusa di ricettazione per aver acquistato “per la somma di 990 euro 7 medaglie, un orecchino, un anello da uomo e una catenina fina in oro” sempre provento di furto in casa.

Il terzo imputato, persona “sottoposta a sorveglianza speciale secondo la quale doveva vivere onestamente, rispettare le leggi e non dare adito a sospetti, contravveniva a tale obbligo” in quanto “eseguiva una serie di vendite di oggetti in oro e argento su incarico di persone minorenni” che avevano derubato i genitori consegnando loro parte del ricavato delle vendite.

In particolare gli investigatori contestano all’uomo la vendita di 21 grammi di oro per 400 euro il 14 luglio del 2012, 2,9 grammi per 65 euro tre giorni dopo, 8,9 grammi di oro per 205 euro il 19 luglio, 34,2 grammi per 790 euro il 24 luglio, 9,2 grammi per 215 euro il 23 ottobre, 23 euro per i grammo di oro il 14 novembre e 730 euro per la vendita di 28,2 grammi di oro avvenuta nei giorni successivi.

Le indagini hanno coinvolto un secondo compro oro, per non destare sospetti, dove sarebbero avvenute le seguenti vendite: 6,1 grammi per 135 euro il 2 dicembre, 8 grammi per 45 euro il 16 gennaio del 2013, 25 grammi di oro e argento per 750 euro il 26 gennaio, 0,5 grammi per 15 euro l’8 marzo, 4,6 grammi per 105 euro il 19 marzo del 2013. Una ulteriore vendita avveniva “dopo l’emissione del provvedimento giudiziario che colpiva l’imputato, con 53,2 grammi di oro per un ricavato di 390 euro.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Zaganelli, Federici e Cottini.

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