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Cambiare il minimetrò: la riconversione del "brucomela" miete consensi

L’architetto urbanista Mauro Monella espone il suo pensiero “rivoluzionario” su un diverso utilizzo della rotaia del Minimetrò e riceve ampi consensi

Minimetrò che passion. L’architetto urbanista Mauro Monella espone il suo pensiero “rivoluzionario” su un diverso utilizzo della rotaia del Minimetrò e riceve ampi consensi.

Il primo, autorevolissimo, è quello di Luigi Fressoia, presidente di Italia Nostra. Fressoia, via social, scrive: “Non è una provocazione, questa di Monella, ma è una proposta da valutare seriamente. La sede stradale del Minimetro si può anche allargare in aggetto di un metro e più per parte; ad ogni artista che ne facesse richiesta si potrebbe assegnare uno spazio di tre metri in lunghezza, per allestimenti, performance, installazioni... Un sentiero urbano molto invitante. Il Minimetro è costato come allestimento 100 Milioni (ufficiali) ma io temo 120; costa ogni anno 10 milioni (ufficiali) ma io temo 12, se non più. Il che significa che in dieci anni stanno ruzzolando altri 120 milioni buttati al vento, ovvero sperperati per un mezzo che non ha scalfito, bensì ha fatto aggravare l'uso pressoché esclusivo dell'automobile nella mobilità perugina”. E conclude con un’esortazione: “Perugia non può dormire, ma deve tornare a una stagione di creatività, elaborazione, inventiva, coraggio e autonomia di pensiero. Occorre rielaborare e mettere a frutto anche gli errori”.

Il lettore Franco Giampaoli ricorda di aver visto a New York una struttura del tipo di quella del Minimetro, utilizzata alla maniera ipotizzata da Monella. Si tratta di un vecchio tragitto su rotaia, ormai dismesso e diventato una specie di percorso verde, con bancarelle, panchine e quant’altro. Dunque: una proposta non  solo “fattibile”, ma già realizzata altrove. Per parte sua, un esperto di trasportistica come il colonnello Alessio Trecchiodi (del Comitato “Ultimo Treno”) smentisce categoricamente che il Minimetro sia una struttura “ecologica”, specialmente considerando l’utilizzo di una quantità smodata di energia, la cui produzione comporta alti livelli di inquinamento ambientale. “Inquina – dice – né più né meno di altri mezzi di trasporto!”.

Insomma: pare venga a cadere un luogo comune che poggia sull’asserito aspetto ambientale vantaggioso e pulito  di questo mezzo. “Senza contare – aggiunge – la sopravvalutazione artificiosa che lo avrebbero reso conveniente per un’utenza di 25.000 trasportati pro/die, traguardo che non è stato raggiunto nemmeno per metà”. Tant’è vero che il nuovo amministratore unico, Sandro Angelo Paiano, ha pubblicamente manifestato l’impegno del raddoppio del numero degli utenti, anche se non ne  ha  precisato il termine ante-quem. Insomma: l’obiettivo resta tale, senza precisare “se” e “quando mai” tale traguardo (“compitino”, lo ha definito con autoironia Paiano) potrà essere toccato.

Intanto, Mauro Monella ci fornisce elementi nei quali precisa alcuni aspetti tecnici e progettuali che rendono fattibile, ed economica, la sua proposta. Tutt’altro che una stramberia visionaria. E sarà materia di un prossimo servizio.

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